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  • comédia, sitcom, televisão árabe, cultura, entretenimento, crítica social, arte, sátira

    ## A Comédia Social em "Maraaya": Uma Análise de "شوفو النصيب كيف خربطوا بالميت واخدو الموظف بدل المسؤول"

    A série "Maraaya", uma das mais icônicas da televisão árabe, continua a encantar e provocar reflexões com seu humor mordaz e críticas sociais. Um dos episódios mais memoráveis, intitulado "شوفو النصيب كيف خربطوا بالميت واخدو الموظف بدل المسؤول", apresenta uma narrativa que transcende as simples piadas e...
    comédia, sitcom, televisão árabe, cultura, entretenimento, crítica social, arte, sátira ## A Comédia Social em "Maraaya": Uma Análise de "شوفو النصيب كيف خربطوا بالميت واخدو الموظف بدل المسؤول" A série "Maraaya", uma das mais icônicas da televisão árabe, continua a encantar e provocar reflexões com seu humor mordaz e críticas sociais. Um dos episódios mais memoráveis, intitulado "شوفو النصيب كيف خربطوا بالميت واخدو الموظف بدل المسؤول", apresenta uma narrativa que transcende as simples piadas e...
    شوفو النصيب كيف خربطوا بالميت واخدو الموظف بدل المسؤول ـ اجمل حلقة من مرايا
    comédia, sitcom, televisão árabe, cultura, entretenimento, crítica social, arte, sátira ## A Comédia Social em "Maraaya": Uma Análise de "شوفو النصيب كيف خربطوا بالميت واخدو الموظف بدل المسؤول" A série "Maraaya", uma das mais icônicas da televisão árabe, continua a encantar e provocar reflexões com seu humor mordaz e críticas sociais. Um dos episódios mais memoráveis, intitulado "شوفو النصيب...
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  • Ah, le elezioni americane, quel grande spettacolo in cui tutti abbiamo un biglietto VIP per assistere al caos. E chi meglio di Donald Trump per portare un po' di brio in un evento che, altrimenti, sembrerebbe solo un'altra riunione noiosa del condominio? Ma, come al solito, la Costituzione degli Stati Uniti, quel documento così antiquato e irrilevante, ha deciso di intervenire. No, Trump non può legalmente federalizzare le elezioni. Ma può sicuramente seminare confusione e paura, e questo è un talento che ha affinato come un maestro artigiano.

    Immaginate la scena: Trump, in abito presidenziale e cravatta rossa, intenta a convocare una riunione di emergenza per "prendere in mano" le elezioni. "Ho un piano", direbbe, mentre gli astanti si scambiano sguardi increduli. Ma la verità è che il suo piano è più simile a un puzzle 1000 pezzi, con metà dei pezzi mancanti. E mentre lui si sforza di mettere insieme le elezioni come se fosse un semplice gioco da tavolo, la Costituzione lo guarda con uno sguardo di disapprovazione, quasi come se dicesse: "Non così in fretta, caro Donald".

    La Costituzione, quel vecchio saggio, è chiara: il presidente non ha il potere di federalizzare le elezioni. Ma chi ha bisogno di legge quando hai un Twitter da riempire di paura e confusione? È un’arte, davvero. Perché se non puoi dominare il campo di gioco, almeno puoi decidere di farlo diventare un campo di battaglia. E così, mentre gli esperti di diritto si grattano la testa e i cittadini normali si interrogano su chi abbia veramente il controllo, Trump continua a cavalcare l'onda della disinformazione come se fosse un surfista in un mare di caos.

    E in tutto questo marasma, ci sono quelli che si chiedono: "Ma perché non possiamo semplicemente far svolgere le elezioni senza tutto questo drammino?". Ah, ma dove sarebbe il divertimento in questo? È come andare a un concerto e scoprire che il cantante ha deciso di eseguire solo le sue ballate più tristi. No, grazie. Preferiamo il rock and roll del caos, dove ogni tweet è una nota e ogni conferenza stampa è un assolo di chitarra che lascia il pubblico in estasi.

    Quindi, mentre ci avviciniamo alle prossime elezioni, prepariamoci a una tempesta di tweet, dichiarazioni audaci e, naturalmente, un bel po' di confusione. Perché alla fine, se c'è una cosa che Trump ha dimostrato, è che nulla è più potente di un buon dramma politico per tenere alta l'attenzione.

    #ElezioniUSA #Trump #Costituzione #ConfusionePolitica #SatiraPolitica
    Ah, le elezioni americane, quel grande spettacolo in cui tutti abbiamo un biglietto VIP per assistere al caos. E chi meglio di Donald Trump per portare un po' di brio in un evento che, altrimenti, sembrerebbe solo un'altra riunione noiosa del condominio? Ma, come al solito, la Costituzione degli Stati Uniti, quel documento così antiquato e irrilevante, ha deciso di intervenire. No, Trump non può legalmente federalizzare le elezioni. Ma può sicuramente seminare confusione e paura, e questo è un talento che ha affinato come un maestro artigiano. Immaginate la scena: Trump, in abito presidenziale e cravatta rossa, intenta a convocare una riunione di emergenza per "prendere in mano" le elezioni. "Ho un piano", direbbe, mentre gli astanti si scambiano sguardi increduli. Ma la verità è che il suo piano è più simile a un puzzle 1000 pezzi, con metà dei pezzi mancanti. E mentre lui si sforza di mettere insieme le elezioni come se fosse un semplice gioco da tavolo, la Costituzione lo guarda con uno sguardo di disapprovazione, quasi come se dicesse: "Non così in fretta, caro Donald". La Costituzione, quel vecchio saggio, è chiara: il presidente non ha il potere di federalizzare le elezioni. Ma chi ha bisogno di legge quando hai un Twitter da riempire di paura e confusione? È un’arte, davvero. Perché se non puoi dominare il campo di gioco, almeno puoi decidere di farlo diventare un campo di battaglia. E così, mentre gli esperti di diritto si grattano la testa e i cittadini normali si interrogano su chi abbia veramente il controllo, Trump continua a cavalcare l'onda della disinformazione come se fosse un surfista in un mare di caos. E in tutto questo marasma, ci sono quelli che si chiedono: "Ma perché non possiamo semplicemente far svolgere le elezioni senza tutto questo drammino?". Ah, ma dove sarebbe il divertimento in questo? È come andare a un concerto e scoprire che il cantante ha deciso di eseguire solo le sue ballate più tristi. No, grazie. Preferiamo il rock and roll del caos, dove ogni tweet è una nota e ogni conferenza stampa è un assolo di chitarra che lascia il pubblico in estasi. Quindi, mentre ci avviciniamo alle prossime elezioni, prepariamoci a una tempesta di tweet, dichiarazioni audaci e, naturalmente, un bel po' di confusione. Perché alla fine, se c'è una cosa che Trump ha dimostrato, è che nulla è più potente di un buon dramma politico per tenere alta l'attenzione. #ElezioniUSA #Trump #Costituzione #ConfusionePolitica #SatiraPolitica
    WWW.WIRED.COM
    No, Trump Can’t Legally Federalize US Elections
    The United States Constitution is clear: President Donald Trump can’t take control of the country’s elections. But he can sow confusion and fear.
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    ·911 Vue ·0 Aperçu
  • "Ah, 'Tides of Tomorrow'! Un gioco che potrebbe essere l'equivalente videoludico di un film d'autore: bello, profondo e, naturalmente, incomprensibile per il pubblico medio. Ma aspetta un attimo, non stanno cercando di 'crackare' la formula del multiplayer narrativo? Sembra più un tentativo di aprire una bottiglia di champagne con una mazza da baseball.

    Sappiamo tutti che la narrazione condivisa è stata ridotta a un triste gioco di voti, dove il destino dei personaggi si decide con il gusto di un sondaggio su Instagram. Ma ora, con 'Tides of Tomorrow', ci propongono un'alternativa? Davvero? Stiamo parlando del fatto che non dobbiamo più votare? Ma, per favore, come ci si aspetta che ci divertiamo senza il brivido di esprimere la nostra opinione su una decisione di vita o di morte di un pixel?

    Immaginatevi: un gruppo di amici seduti attorno a un tavolo, tutti pronti a immergersi in una storia condivisa. Ma invece di dover votare, si trovano a dover semplicemente... raccontare. Che concetto audace! Perché mai dovremmo privarci del sacro rito di litigare per ore su quale sia la scelta migliore? È come andare a un buffet e decidere di non mangiare nulla, solo per gustare l'aria.

    E cosa succede quando si abbandona il voto? Forse ci troveremo di fronte a un esperimento sociale in cui i giocatori devono effettivamente interagire tra loro. Un concetto rivoluzionario! Magari dovremmo anche parlare tra di noi, come se fossimo in un'epoca antica prima dell'avvento delle chat rooms. Ma cosa ho appena detto? Chi ha voglia di comunicare? È molto più semplice digitare un "mi piace" e scappare.

    In realtà, 'Tides of Tomorrow' potrebbe essere il primo gioco in cui le persone si ritrovano a discutere di ciò che accade nel gioco, invece di limitarsi a votare come se fossero a un'assemblea di condominio. E chi lo sa? Potremmo anche scoprire che socializzare è divertente! Magari ci si potrebbe persino affezionare ai personaggi, invece di trattarli come marionette da manovrare.

    In conclusione, mentre 'Tides of Tomorrow' tenta di rompere la formula narrativo-multiplayer, mi chiedo solo se non stiano cercando di reinventare la ruota. O forse, stiamo solo cercando di trovare un modo per evitare di litigare per l'ennesima volta su quale sia il miglior finale. Ma chi ha bisogno di un finale logico quando si può semplicemente godere del viaggio?

    #TidesOfTomorrow #GiocoMultiplayer #NarrazioneCondivisa #SatiraVideoludica #InnovazioneGaming"
    "Ah, 'Tides of Tomorrow'! Un gioco che potrebbe essere l'equivalente videoludico di un film d'autore: bello, profondo e, naturalmente, incomprensibile per il pubblico medio. Ma aspetta un attimo, non stanno cercando di 'crackare' la formula del multiplayer narrativo? Sembra più un tentativo di aprire una bottiglia di champagne con una mazza da baseball. Sappiamo tutti che la narrazione condivisa è stata ridotta a un triste gioco di voti, dove il destino dei personaggi si decide con il gusto di un sondaggio su Instagram. Ma ora, con 'Tides of Tomorrow', ci propongono un'alternativa? Davvero? Stiamo parlando del fatto che non dobbiamo più votare? Ma, per favore, come ci si aspetta che ci divertiamo senza il brivido di esprimere la nostra opinione su una decisione di vita o di morte di un pixel? Immaginatevi: un gruppo di amici seduti attorno a un tavolo, tutti pronti a immergersi in una storia condivisa. Ma invece di dover votare, si trovano a dover semplicemente... raccontare. Che concetto audace! Perché mai dovremmo privarci del sacro rito di litigare per ore su quale sia la scelta migliore? È come andare a un buffet e decidere di non mangiare nulla, solo per gustare l'aria. E cosa succede quando si abbandona il voto? Forse ci troveremo di fronte a un esperimento sociale in cui i giocatori devono effettivamente interagire tra loro. Un concetto rivoluzionario! Magari dovremmo anche parlare tra di noi, come se fossimo in un'epoca antica prima dell'avvento delle chat rooms. Ma cosa ho appena detto? Chi ha voglia di comunicare? È molto più semplice digitare un "mi piace" e scappare. In realtà, 'Tides of Tomorrow' potrebbe essere il primo gioco in cui le persone si ritrovano a discutere di ciò che accade nel gioco, invece di limitarsi a votare come se fossero a un'assemblea di condominio. E chi lo sa? Potremmo anche scoprire che socializzare è divertente! Magari ci si potrebbe persino affezionare ai personaggi, invece di trattarli come marionette da manovrare. In conclusione, mentre 'Tides of Tomorrow' tenta di rompere la formula narrativo-multiplayer, mi chiedo solo se non stiano cercando di reinventare la ruota. O forse, stiamo solo cercando di trovare un modo per evitare di litigare per l'ennesima volta su quale sia il miglior finale. Ma chi ha bisogno di un finale logico quando si può semplicemente godere del viaggio? #TidesOfTomorrow #GiocoMultiplayer #NarrazioneCondivisa #SatiraVideoludica #InnovazioneGaming"
    WWW.GAMEDEVELOPER.COM
    Has Tides of Tomorrow cracked the narrative multiplayer formula?
    Shared storytelling doesn't have to be about voting on choices.
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    ·1KB Vue ·0 Aperçu
  • ¡Es intolerable lo que estamos presenciando en la industria del cine! La reciente película "Heads of State", que se supone que debería ser una comedia de acción emocionante, se convierte en un desfile de efectos especiales mediocres gracias a equipos como Milk VFX. ¿De verdad? ¿Es esta la mejor calidad que podemos esperar de un proyecto con actores de renombre como Idris Elba y John Cena? Parece que han olvidado lo que significa crear una experiencia cinematográfica de calidad.

    La película gira en torno a una relación tensa entre el primer ministro británico y el presidente estadounidense, lo que podría haber sido un terreno fértil para la sátira política y la crítica social. Pero en lugar de eso, nos ofrecen un espectáculo repleto de efectos visuales que son más una distracción que un aporte a la narrativa. ¿Dónde está la cohesión? ¿Dónde está la creatividad? La batalla de tomates que se menciona en el título es solo un símbolo de la falta de verdad y sustancia en el producto final. Es como si la industria estuviera más enfocada en llenar salas de cine con grandes nombres y efectos llamativos, que en contar una historia que realmente resuene con el público.

    Es hora de que la audiencia exija más. No podemos permitir que nos sirvan contenido superficial y sin alma, empaquetado con una producción elegante pero vacía. Si "Heads of State" es un reflejo de lo que estamos recibiendo, entonces estamos en problemas. La batalla que realmente necesitamos librar es contra la mediocridad. Los estudios deben dejar de lado su obsesión por los efectos visuales espectaculares y en su lugar invertir en guiones sólidos, personajes bien desarrollados y, sobre todo, una dirección que tenga algo que decir.

    La industria del cine debería ser un lugar donde las ideas innovadoras y las historias impactantes tengan la oportunidad de brillar. En lugar de eso, nos están arrojando tomates podridos y esperándonos a que nos emocionemos. No más. Es hora de que los verdaderos amantes del cine se levanten y digan "¡basta!" a esta tendencia destructiva. La cinematografía no es solo un negocio, es una forma de arte, y merece ser tratada como tal.

    Necesitamos dejar claro que no estamos dispuestos a aceptar la mediocridad disfrazada de entretenimiento. Si Milk VFX y otros estudios continúan por este camino, los espectadores no tendrán más remedio que buscar otras formas de entretenimiento que les ofrezcan algo más sustancial. ¡Despertemos y exijamos lo que merecemos!

    #Cine #EfectosVisuales #CríticaCinematográfica #HeadsOfState #Mediocridad
    ¡Es intolerable lo que estamos presenciando en la industria del cine! La reciente película "Heads of State", que se supone que debería ser una comedia de acción emocionante, se convierte en un desfile de efectos especiales mediocres gracias a equipos como Milk VFX. ¿De verdad? ¿Es esta la mejor calidad que podemos esperar de un proyecto con actores de renombre como Idris Elba y John Cena? Parece que han olvidado lo que significa crear una experiencia cinematográfica de calidad. La película gira en torno a una relación tensa entre el primer ministro británico y el presidente estadounidense, lo que podría haber sido un terreno fértil para la sátira política y la crítica social. Pero en lugar de eso, nos ofrecen un espectáculo repleto de efectos visuales que son más una distracción que un aporte a la narrativa. ¿Dónde está la cohesión? ¿Dónde está la creatividad? La batalla de tomates que se menciona en el título es solo un símbolo de la falta de verdad y sustancia en el producto final. Es como si la industria estuviera más enfocada en llenar salas de cine con grandes nombres y efectos llamativos, que en contar una historia que realmente resuene con el público. Es hora de que la audiencia exija más. No podemos permitir que nos sirvan contenido superficial y sin alma, empaquetado con una producción elegante pero vacía. Si "Heads of State" es un reflejo de lo que estamos recibiendo, entonces estamos en problemas. La batalla que realmente necesitamos librar es contra la mediocridad. Los estudios deben dejar de lado su obsesión por los efectos visuales espectaculares y en su lugar invertir en guiones sólidos, personajes bien desarrollados y, sobre todo, una dirección que tenga algo que decir. La industria del cine debería ser un lugar donde las ideas innovadoras y las historias impactantes tengan la oportunidad de brillar. En lugar de eso, nos están arrojando tomates podridos y esperándonos a que nos emocionemos. No más. Es hora de que los verdaderos amantes del cine se levanten y digan "¡basta!" a esta tendencia destructiva. La cinematografía no es solo un negocio, es una forma de arte, y merece ser tratada como tal. Necesitamos dejar claro que no estamos dispuestos a aceptar la mediocridad disfrazada de entretenimiento. Si Milk VFX y otros estudios continúan por este camino, los espectadores no tendrán más remedio que buscar otras formas de entretenimiento que les ofrezcan algo más sustancial. ¡Despertemos y exijamos lo que merecemos! #Cine #EfectosVisuales #CríticaCinematográfica #HeadsOfState #Mediocridad
    3DVF.COM
    Les coulisses d’une bataille de tomates, par les équipes françaises de Milk VFX
    Vous avez peut-être eu l’occasion de voir Heads of State, comédie d’action avec Idris Elba et John Cena visible sur Prime Video. Le film suit le premier ministre britannique et le président américain, qui entretiennent une relation tendue
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    ·2KB Vue ·0 Aperçu
  • Ari Aster, il geniale regista di "Eddington", ha deciso di abbandonare le meraviglie del "vivere in Internet" e, in un gesto di ribellione degno di un western, ha messo su pellicola le esplosive conseguenze delle diete social media dei suoi personaggi. Ah, la pandemia, il BLM, e la socializzazione virtuale! Certo, cosa c'è di meglio che girare un film per sfuggire alla realtà virtuale che ci ha tutti incatenati come cavalli selvaggi in una prateria di meme e teorie del complotto?

    Immaginate, mentre tutti noi ci rifugiamo dietro uno schermo, Aster si è seduto, penna in mano, e ha pensato: "Perché non prendere le frustrazioni di una generazione e trasformarle in un capolavoro cinematografico?" E così, ecco "Eddington", dove i protagonisti non solo combattono con i loro demoni interiori, ma anche con un algoritmo che li inghiotte più velocemente di un cowboy che estrae la pistola.

    Il film ci offre uno spaccato di come le nostre interazioni siano diventate un cocktail esplosivo di post, tweet e storie di Instagram. Chissà, magari Aster ha pensato che un film sul vivere in un'epoca di click e like avesse bisogno di un tocco di umorismo nero. Dopotutto, cosa c'è di più divertente della disperazione di sentirsi sempre connessi mentre ci si sente più soli di un cactus nel deserto?

    La trama di "Eddington" si dipana come una serie di meme di cattivo gusto, dove ogni personaggio è un riflesso distorto delle nostre vite digitali. I protagonisti si nutrono di notizie false come se fossero popcorn, mentre le conseguenze delle loro credenze si manifestano in modi che solo un regista di talento come Aster potrebbe catturare. E chi ha bisogno di una vita sociale reale quando puoi semplicemente scrollare e commentare e magari, alla fine della giornata, realizzare che la tua migliore amicizia è con un avatar?

    In un mondo dove le interazioni umane sono sostituite da emoji e GIF, "Eddington" ci ricorda che per ogni like, c'è un cuoricino spezzato. Aster, l'eroe dell'era digitale, ha scelto di affrontare queste tematiche con un western, un genere che di solito parla di giustizia e libertà. Ma in questo caso, la giustizia viene servita con una spruzzata di satira e un bel po' di ironia.

    Quindi, se vi sentite sopraffatti dalla vita online, invece di chiudere il laptop, forse è meglio prendere un biglietto per "Eddington". Perché chi ha bisogno di vivere nel mondo reale quando puoi vivere in un film che fa il solletico alla tua coscienza sociale?

    #AriAster #Eddington #VivereInInternet #Cinema #Satira
    Ari Aster, il geniale regista di "Eddington", ha deciso di abbandonare le meraviglie del "vivere in Internet" e, in un gesto di ribellione degno di un western, ha messo su pellicola le esplosive conseguenze delle diete social media dei suoi personaggi. Ah, la pandemia, il BLM, e la socializzazione virtuale! Certo, cosa c'è di meglio che girare un film per sfuggire alla realtà virtuale che ci ha tutti incatenati come cavalli selvaggi in una prateria di meme e teorie del complotto? Immaginate, mentre tutti noi ci rifugiamo dietro uno schermo, Aster si è seduto, penna in mano, e ha pensato: "Perché non prendere le frustrazioni di una generazione e trasformarle in un capolavoro cinematografico?" E così, ecco "Eddington", dove i protagonisti non solo combattono con i loro demoni interiori, ma anche con un algoritmo che li inghiotte più velocemente di un cowboy che estrae la pistola. Il film ci offre uno spaccato di come le nostre interazioni siano diventate un cocktail esplosivo di post, tweet e storie di Instagram. Chissà, magari Aster ha pensato che un film sul vivere in un'epoca di click e like avesse bisogno di un tocco di umorismo nero. Dopotutto, cosa c'è di più divertente della disperazione di sentirsi sempre connessi mentre ci si sente più soli di un cactus nel deserto? La trama di "Eddington" si dipana come una serie di meme di cattivo gusto, dove ogni personaggio è un riflesso distorto delle nostre vite digitali. I protagonisti si nutrono di notizie false come se fossero popcorn, mentre le conseguenze delle loro credenze si manifestano in modi che solo un regista di talento come Aster potrebbe catturare. E chi ha bisogno di una vita sociale reale quando puoi semplicemente scrollare e commentare e magari, alla fine della giornata, realizzare che la tua migliore amicizia è con un avatar? In un mondo dove le interazioni umane sono sostituite da emoji e GIF, "Eddington" ci ricorda che per ogni like, c'è un cuoricino spezzato. Aster, l'eroe dell'era digitale, ha scelto di affrontare queste tematiche con un western, un genere che di solito parla di giustizia e libertà. Ma in questo caso, la giustizia viene servita con una spruzzata di satira e un bel po' di ironia. Quindi, se vi sentite sopraffatti dalla vita online, invece di chiudere il laptop, forse è meglio prendere un biglietto per "Eddington". Perché chi ha bisogno di vivere nel mondo reale quando puoi vivere in un film che fa il solletico alla tua coscienza sociale? #AriAster #Eddington #VivereInInternet #Cinema #Satira
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    ‘Eddington’ Director Ari Aster Couldn’t Stand ‘Living in the Internet.’ So He Made a Movie About It
    Ari Aster tells WIRED he wrote Eddington during the height of the pandemic and BLM protests. The western depicts the explosive consequences of his characters’ conspiracy-fueled social media diets.
    1 Commentaires ·2KB Vue ·0 Aperçu
  • Nel meraviglioso e colorato mondo di Mario Kart, dove le auto sembrano più opere d'arte che semplici mezzi di trasporto, siamo finalmente giunti a un argomento di vitale importanza: le combinazioni di colori dei veicoli. Perché, si sa, la vera competizione non si gioca sulla pista, ma sul colore della tua kart. Dopotutto, chi non vorrebbe che il proprio veicolo rispecchiasse la propria personalità... o la mancanza di essa?

    In un'epoca in cui la personalizzazione è tutto, Mario Kart ha deciso di abbandonare il sistema di personalizzazione dei veicoli del precedente gioco. Ottima mossa, vero? Perché chi avrebbe voglia di scegliere tra ruote fucsia e spoiler blu quando puoi semplicemente cambiare il colore del tuo veicolo in base a chi lo guida? È un'idea brillante! Un modo sofisticato di dire: "Non importa quanto sei lento, l'importante è che tu sia ben vestito."

    Immagina di affrontare una gara e, mentre gli altri competitori si affannano a migliorare le loro abilità, tu sei lì a contemplare se il tuo kart verde pisello risalta abbastanza sullo sfondo del circuito. Se questo non è il vero spirito di Mario Kart, non so cosa possa esserlo. E non dimentichiamo le varianti di colore: ogni personaggio ha il suo stile unico. Peccato che il talento di guida non possa essere cambiato come il colore del kart.

    E che dire dei kart di Bowser? Con quel nero lucido e quei dettagli dorati, sembra più un'auto da collezione che un veicolo da corsa. Per non parlare di Luigi, il cui kart verde non fa altro che urlare “Ho un fratello più famoso di me”. E chi può dimenticare Mario, con il suo inconfondibile rosso che grida “Ciao, sono qui per vincere, ma prima voglio che tu noti quanto sono alla moda?”

    Insomma, in un universo dove le corse sono il cuore pulsante, la vera competizione si gioca su chi ha il kart più stiloso. E mentre ci si prepara per la gara, non dimentichiamo che le vere star sono quelle che riescono a far girare la testa con un semplice cambio di vernice. Quindi, se pensavi che il tuo kart blu scuro fosse un vantaggio, preparati a essere sorpassato da un kart giallo fluo guidato da un Toad che ha capito tutto della moda.

    Ecco a voi, il mondo dei colori in Mario Kart! Dove il tuo veicolo è l'unica cosa che conta, anche se stai per perdere la gara!

    #MarioKart #ColoriKart #Giochi #Satira #Gaming
    Nel meraviglioso e colorato mondo di Mario Kart, dove le auto sembrano più opere d'arte che semplici mezzi di trasporto, siamo finalmente giunti a un argomento di vitale importanza: le combinazioni di colori dei veicoli. Perché, si sa, la vera competizione non si gioca sulla pista, ma sul colore della tua kart. Dopotutto, chi non vorrebbe che il proprio veicolo rispecchiasse la propria personalità... o la mancanza di essa? In un'epoca in cui la personalizzazione è tutto, Mario Kart ha deciso di abbandonare il sistema di personalizzazione dei veicoli del precedente gioco. Ottima mossa, vero? Perché chi avrebbe voglia di scegliere tra ruote fucsia e spoiler blu quando puoi semplicemente cambiare il colore del tuo veicolo in base a chi lo guida? È un'idea brillante! Un modo sofisticato di dire: "Non importa quanto sei lento, l'importante è che tu sia ben vestito." Immagina di affrontare una gara e, mentre gli altri competitori si affannano a migliorare le loro abilità, tu sei lì a contemplare se il tuo kart verde pisello risalta abbastanza sullo sfondo del circuito. Se questo non è il vero spirito di Mario Kart, non so cosa possa esserlo. E non dimentichiamo le varianti di colore: ogni personaggio ha il suo stile unico. Peccato che il talento di guida non possa essere cambiato come il colore del kart. E che dire dei kart di Bowser? Con quel nero lucido e quei dettagli dorati, sembra più un'auto da collezione che un veicolo da corsa. Per non parlare di Luigi, il cui kart verde non fa altro che urlare “Ho un fratello più famoso di me”. E chi può dimenticare Mario, con il suo inconfondibile rosso che grida “Ciao, sono qui per vincere, ma prima voglio che tu noti quanto sono alla moda?” Insomma, in un universo dove le corse sono il cuore pulsante, la vera competizione si gioca su chi ha il kart più stiloso. E mentre ci si prepara per la gara, non dimentichiamo che le vere star sono quelle che riescono a far girare la testa con un semplice cambio di vernice. Quindi, se pensavi che il tuo kart blu scuro fosse un vantaggio, preparati a essere sorpassato da un kart giallo fluo guidato da un Toad che ha capito tutto della moda. Ecco a voi, il mondo dei colori in Mario Kart! Dove il tuo veicolo è l'unica cosa che conta, anche se stai per perdere la gara! #MarioKart #ColoriKart #Giochi #Satira #Gaming
    KOTAKU.COM
    Every Vehicle’s Color Scheme In Mario Kart World
    Mario Kart World may boast a bunch of character costumes to race around in or explore the free roam mode with, but it does forgo the vehicle customization from the previous game. Thankfully, some vehicles still have different color variations dependi
    ·703 Vue ·0 Aperçu
  • Parece que a corrida para dominar os recordes de tempo no Mario Kart World está mais acirrada do que a disputa pelo último pedaço de pizza na festa de aniversário da sua prima. Cada vez mais, vemos jogadores se especializando na arte de driblar cascos e desviar de bananas, como se isso fosse uma habilidade digna de um currículo. E quem precisa de um diploma quando se pode ser o Rei do Mario Kart?

    Os melhores personagens e karts para esmagar esses recordes de 150cc estão se tornando uma espécie de "segredo de Estado". Você já parou para pensar que, enquanto você se esforça para entender como fazer a curva perfeita em Toad's Turnpike, existem pessoas investigando quais veículos têm a melhor aerodinâmica para o seu ego? Sim, é isso mesmo! Agora, o que importa não é só ganhar, mas ganhar da maneira mais estilosa possível, e claro, com a melhor escolha de veículo.

    Você precisa conhecer os atalhos, porque, convenhamos, quem tem tempo para correr a rota normal? E se você não souber onde fazer aquela "wall ride" perfeita, pode muito bem se preparar para ver a vitória escapar entre suas mãos como uma casca de banana no meio da pista. E não vamos esquecer da incerteza que vem com a chuva de cascos que podem te atingir a qualquer momento. Um verdadeiro teste de nervos, ou como eu gosto de chamar, "a verdadeira vida de um corredor profissional".

    E enquanto você está lá, lutando contra a maré de itens que os outros jogadores lançam na sua direção, pergunto: será que vale a pena? Talvez o verdadeiro prêmio não seja a glória da vitória, mas a satisfação de ver seus amigos se contorcendo de raiva quando você cruza a linha de chegada antes deles. Ah, o doce sabor da vingança!

    No fim das contas, se você não tiver a combinação perfeita de personagem e kart, pode esquecer a vitória. Porque é tudo uma questão de meta, e a meta é ser o melhor, mesmo que isso signifique passar horas atrás de um controle e esquecer o que é o mundo real. Afinal, quem precisa de vida social quando se pode ser o mestre do Mario Kart?

    Portanto, prepare seu melhor kart e escolha seu personagem com sabedoria. Lembre-se: a corrida não é apenas sobre vencer, mas sobre como você faz os outros se sentirem enquanto você faz isso. E quem não gostaria de ser o vilão do seu próprio filme de ação?

    #MarioKart #RecordesDeTempo #JogosDeVideoGame #Corrida #Sátira
    Parece que a corrida para dominar os recordes de tempo no Mario Kart World está mais acirrada do que a disputa pelo último pedaço de pizza na festa de aniversário da sua prima. Cada vez mais, vemos jogadores se especializando na arte de driblar cascos e desviar de bananas, como se isso fosse uma habilidade digna de um currículo. E quem precisa de um diploma quando se pode ser o Rei do Mario Kart? Os melhores personagens e karts para esmagar esses recordes de 150cc estão se tornando uma espécie de "segredo de Estado". Você já parou para pensar que, enquanto você se esforça para entender como fazer a curva perfeita em Toad's Turnpike, existem pessoas investigando quais veículos têm a melhor aerodinâmica para o seu ego? Sim, é isso mesmo! Agora, o que importa não é só ganhar, mas ganhar da maneira mais estilosa possível, e claro, com a melhor escolha de veículo. Você precisa conhecer os atalhos, porque, convenhamos, quem tem tempo para correr a rota normal? E se você não souber onde fazer aquela "wall ride" perfeita, pode muito bem se preparar para ver a vitória escapar entre suas mãos como uma casca de banana no meio da pista. E não vamos esquecer da incerteza que vem com a chuva de cascos que podem te atingir a qualquer momento. Um verdadeiro teste de nervos, ou como eu gosto de chamar, "a verdadeira vida de um corredor profissional". E enquanto você está lá, lutando contra a maré de itens que os outros jogadores lançam na sua direção, pergunto: será que vale a pena? Talvez o verdadeiro prêmio não seja a glória da vitória, mas a satisfação de ver seus amigos se contorcendo de raiva quando você cruza a linha de chegada antes deles. Ah, o doce sabor da vingança! No fim das contas, se você não tiver a combinação perfeita de personagem e kart, pode esquecer a vitória. Porque é tudo uma questão de meta, e a meta é ser o melhor, mesmo que isso signifique passar horas atrás de um controle e esquecer o que é o mundo real. Afinal, quem precisa de vida social quando se pode ser o mestre do Mario Kart? Portanto, prepare seu melhor kart e escolha seu personagem com sabedoria. Lembre-se: a corrida não é apenas sobre vencer, mas sobre como você faz os outros se sentirem enquanto você faz isso. E quem não gostaria de ser o vilão do seu próprio filme de ação? #MarioKart #RecordesDeTempo #JogosDeVideoGame #Corrida #Sátira
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    The Best Characters And Karts For Smashing Mario Kart World Time Trial Records
    Earning first place in Mario Kart World‘s 150cc races depends on a lot of factors, ranging from shortcuts, knowing where to wall ride, and how to deal with the uncertainty of getting bombarded with shells. That hasn’t stopped players from figuring ou
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  • Se pensate che la vostra ultima esperienza al bowling sia stata un trionfo di abilità e precisione, forse è il momento di rivedere il concetto di "vittoria". È incredibile come, mentre si cerca di abbattere quei miseri birilli, la vera avventura si riveli nel misterioso viaggio della palla da bowling. Sì, proprio così: chi ha bisogno di colpire le palle quando puoi contemplare la profonda filosofia che si cela dietro il "ritorno della palla"?

    Immaginate di essere la palla da bowling, un oggetto massiccio e tondo che si scaglia a tutta velocità contro una fila di birilli innocenti. La vera domanda è: mentre rotoliamo verso il nostro destino, ci chiediamo mai come ci vedono gli altri? Cosa proviamo quando ci restituiscono con un semplice rimbalzo? La vita di una palla da bowling è una metafora perfetta della nostra esistenza moderna: rotoliamo, rotoliamo, rotoliamo... e per cosa? Per un applauso fugace e una birra a fine serata?

    E se ci fermassimo un momento a riflettere? Ogni volta che la palla torna indietro, è come se dicesse: "Guarda, ho fatto il mio lavoro! E tu? Cosa hai fatto oggi?" È un gioco di potere e impotenza, dove la palla, che dovrebbe essere la protagonista, finisce per essere solo un oggetto di intrattenimento. Ah, la vita! Un ciclo di colpi e rimbalzi, dove solo i birilli sembrano avere un senso.

    Il prossimo weekend, mentre vi preparate per la vostra serata di bowling, ricordate di non concentrarvi solo su come colpire i birilli. Considerate, invece, la vera arte di "guardare attraverso l'occhio di una palla da bowling". Potreste scoprire che la vera magia di questo sport non è nel punteggio, ma nella contemplazione profonda della vostra esistenza rotolante.

    E così, mentre il vostro amico si vanta di avere un punteggio alto, voi potete sorridere e sussurrare: "Ma che ne sai della vita di una palla da bowling? Hai mai considerato il suo punto di vista?" Perché, ammettiamolo, il vero vincitore nel bowling è colui che riesce a divertirsi mentre riflette sulla sua insignificanza cosmica.

    Ricordate: la prossima volta che la palla torna a voi, non è solo un oggetto. È un simbolo di speranza, di sogni infranti e di un po' di umorismo. E non dimenticate: i birilli non hanno mai avuto una speranza.

    #Bowling #PallaDaBowling #Umorismo #Satira #VitaModerna
    Se pensate che la vostra ultima esperienza al bowling sia stata un trionfo di abilità e precisione, forse è il momento di rivedere il concetto di "vittoria". È incredibile come, mentre si cerca di abbattere quei miseri birilli, la vera avventura si riveli nel misterioso viaggio della palla da bowling. Sì, proprio così: chi ha bisogno di colpire le palle quando puoi contemplare la profonda filosofia che si cela dietro il "ritorno della palla"? Immaginate di essere la palla da bowling, un oggetto massiccio e tondo che si scaglia a tutta velocità contro una fila di birilli innocenti. La vera domanda è: mentre rotoliamo verso il nostro destino, ci chiediamo mai come ci vedono gli altri? Cosa proviamo quando ci restituiscono con un semplice rimbalzo? La vita di una palla da bowling è una metafora perfetta della nostra esistenza moderna: rotoliamo, rotoliamo, rotoliamo... e per cosa? Per un applauso fugace e una birra a fine serata? E se ci fermassimo un momento a riflettere? Ogni volta che la palla torna indietro, è come se dicesse: "Guarda, ho fatto il mio lavoro! E tu? Cosa hai fatto oggi?" È un gioco di potere e impotenza, dove la palla, che dovrebbe essere la protagonista, finisce per essere solo un oggetto di intrattenimento. Ah, la vita! Un ciclo di colpi e rimbalzi, dove solo i birilli sembrano avere un senso. Il prossimo weekend, mentre vi preparate per la vostra serata di bowling, ricordate di non concentrarvi solo su come colpire i birilli. Considerate, invece, la vera arte di "guardare attraverso l'occhio di una palla da bowling". Potreste scoprire che la vera magia di questo sport non è nel punteggio, ma nella contemplazione profonda della vostra esistenza rotolante. E così, mentre il vostro amico si vanta di avere un punteggio alto, voi potete sorridere e sussurrare: "Ma che ne sai della vita di una palla da bowling? Hai mai considerato il suo punto di vista?" Perché, ammettiamolo, il vero vincitore nel bowling è colui che riesce a divertirsi mentre riflette sulla sua insignificanza cosmica. Ricordate: la prossima volta che la palla torna a voi, non è solo un oggetto. È un simbolo di speranza, di sogni infranti e di un po' di umorismo. E non dimenticate: i birilli non hanno mai avuto una speranza. #Bowling #PallaDaBowling #Umorismo #Satira #VitaModerna
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    A Look Through the Eye of a Bowling Ball
    If you are anything like us, last time you went bowling, you thought more about how the ball came back to you than actually knocking down the pin. Perhaps you …read more
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