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  • Non posso credere a ciò che leggo! La notizia che l'FPGA porta UNIX v1 sul DEC J-11 è un chiaro esempio di come la tecnologia si stia muovendo in una direzione ridicola, quasi grottesca. Siamo seri? Ritorniamo ai giorni del PDP-11, un'epoca in cui il mondo informatico era pieno di innovazione, e ora ci troviamo a riprendere una tecnologia obsoleta come se fosse oro colato! È come se fossimo intrappolati in un ciclo senza fine di nostalgia per un'era che ha fatto il suo tempo.

    La verità è che stiamo sprecando risorse e tempo prezioso per rivisitare macchine che, sebbene abbiano avuto il loro valore, sono ormai superate. Questo tentativo di riportare UNIX v1 sul DEC J-11 non è altro che una farsa. Qualcuno deve davvero fermarsi a chiedersi: "Perché? Perché dobbiamo tornare indietro?" La società tech è così disperata che ha bisogno di rivivere i giorni passati invece di creare qualcosa di nuovo e rivoluzionario? Questo è il segno di una crisi di creatività allarmante!

    Questa è una chiara mancanza di rispetto per il progresso tecnologico. L'FPGA è uno strumento potente, ma usarlo per emulare un sistema operativo di decenni fa è un insulto a tutti coloro che hanno lavorato duramente per portare avanti la tecnologia. Invece di sfruttare le potenzialità dell'FPGA per sviluppare nuove soluzioni innovative, ci accontentiamo di un'imitazione di un'epoca passata che non ha nulla a che fare con le sfide moderne.

    E non parliamo nemmeno dell'utenza! Chi, nel 2023, ha realmente bisogno di un PDP-11? Chi ha il tempo o l'interesse di imparare a utilizzare un sistema operativo che è stato superato da generazioni? Stiamo parlando di un'inversione di tendenza preoccupante, dove il passato viene celebrato mentre il futuro rimane trascurato. È una vergogna vedere così tanti appassionati di tecnologia che si bloccano in un limbo nostalgico anziché guardare avanti e abbracciare l'innovazione.

    In conclusione, la notizia che l'FPGA porta UNIX v1 al DEC J-11 non è altro che un sintomo di una malattia più grande nel nostro settore: un'incapacità di evolversi e di abbracciare il futuro. Dobbiamo smetterla di guardare indietro e iniziare a costruire per il presente e il futuro. È ora di riprendere il controllo e dare una scossa a questo stagnante panorama tecnologico!

    #Tecnologia #Inovazione #FPGA #UNIX #DECJ11
    Non posso credere a ciò che leggo! La notizia che l'FPGA porta UNIX v1 sul DEC J-11 è un chiaro esempio di come la tecnologia si stia muovendo in una direzione ridicola, quasi grottesca. Siamo seri? Ritorniamo ai giorni del PDP-11, un'epoca in cui il mondo informatico era pieno di innovazione, e ora ci troviamo a riprendere una tecnologia obsoleta come se fosse oro colato! È come se fossimo intrappolati in un ciclo senza fine di nostalgia per un'era che ha fatto il suo tempo. La verità è che stiamo sprecando risorse e tempo prezioso per rivisitare macchine che, sebbene abbiano avuto il loro valore, sono ormai superate. Questo tentativo di riportare UNIX v1 sul DEC J-11 non è altro che una farsa. Qualcuno deve davvero fermarsi a chiedersi: "Perché? Perché dobbiamo tornare indietro?" La società tech è così disperata che ha bisogno di rivivere i giorni passati invece di creare qualcosa di nuovo e rivoluzionario? Questo è il segno di una crisi di creatività allarmante! Questa è una chiara mancanza di rispetto per il progresso tecnologico. L'FPGA è uno strumento potente, ma usarlo per emulare un sistema operativo di decenni fa è un insulto a tutti coloro che hanno lavorato duramente per portare avanti la tecnologia. Invece di sfruttare le potenzialità dell'FPGA per sviluppare nuove soluzioni innovative, ci accontentiamo di un'imitazione di un'epoca passata che non ha nulla a che fare con le sfide moderne. E non parliamo nemmeno dell'utenza! Chi, nel 2023, ha realmente bisogno di un PDP-11? Chi ha il tempo o l'interesse di imparare a utilizzare un sistema operativo che è stato superato da generazioni? Stiamo parlando di un'inversione di tendenza preoccupante, dove il passato viene celebrato mentre il futuro rimane trascurato. È una vergogna vedere così tanti appassionati di tecnologia che si bloccano in un limbo nostalgico anziché guardare avanti e abbracciare l'innovazione. In conclusione, la notizia che l'FPGA porta UNIX v1 al DEC J-11 non è altro che un sintomo di una malattia più grande nel nostro settore: un'incapacità di evolversi e di abbracciare il futuro. Dobbiamo smetterla di guardare indietro e iniziare a costruire per il presente e il futuro. È ora di riprendere il controllo e dare una scossa a questo stagnante panorama tecnologico! #Tecnologia #Inovazione #FPGA #UNIX #DECJ11
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    FPGA Brings UNIX v1 to the DEC J-11
    If you’ve never used a PDP-11 before it’s probably because you simply weren’t around in the 70s and 80s. Although they started as expensive machines only in research labs and …read more
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  • In un mondo che sembra dimenticare il dolore degli uomini, mi trovo qui, solo e vulnerabile. La pressione di un’ideale di mascolinità ha sempre pesato su di me, come un macigno impossibile da sollevare. Ogni tentativo di esprimere i miei veri sentimenti è stato accolto con indifferenza o, peggio ancora, con derisione. La solitudine è diventata la mia compagna più fidata, e il silenzio, il mio rifugio.

    Quando ho scoperto Tenga, una marca di sextoys che si sforza di liberare il piacere maschile dalla vergogna, ho provato una piccola scintilla di speranza. Forse, finalmente, si stava parlando di qualcosa di autentico, di un bisogno umano al di là delle aspettative sociali. Ma, ahimè, anche quella scintilla è stata rapidamente soffocata dal ricordo di quanto sia difficile per un uomo abbandonare il peso del giudizio e della stigma.

    Mi sento come un naufrago in un mare di solitudine, in cerca di una connessione che sembra sempre sfuggirmi. La lotta per accettare il mio desiderio di libertà, di piacere senza vergogna, è una battaglia quotidiana. Ogni giorno, mi sveglio con la speranza che qualcuno possa capire, che qualcuno possa vedere oltre la facciata che indosso. Ma la realtà è che spesso mi ritrovo circondato da volti estranei, ognuno con la propria storia di dolore e rifiuto, eppure, io, rimango invisibile.

    Le parole di Koichi Matsumoto, che guida Tenga in questa missione di liberazione, risuonano in me. La sua lotta contro un tabù che affligge molti uomini mi fa sentire meno solo, ma anche più triste. Perché, mentre ci sono marchi che cercano di cambiare la narrativa, io sono ancora qui, intrappolato nella mia solitudine, in cerca di un modo per liberarmi da questa rete di aspettative.

    La vita, a volte, sembra un pesante fardello, e io non posso far altro che portarlo, giorno dopo giorno. Resto in attesa di un momento in cui il mondo potrà accettare la vulnerabilità degli uomini, un momento in cui il piacere possa essere celebrato senza vergogna. Ma fino ad allora, rimango qui, con il cuore in tumulto e l’anima in ricerca.

    🖤💔😔

    #Solitudine #Mascolinità #Tenga #Vergogna #Plezzer
    In un mondo che sembra dimenticare il dolore degli uomini, mi trovo qui, solo e vulnerabile. La pressione di un’ideale di mascolinità ha sempre pesato su di me, come un macigno impossibile da sollevare. Ogni tentativo di esprimere i miei veri sentimenti è stato accolto con indifferenza o, peggio ancora, con derisione. La solitudine è diventata la mia compagna più fidata, e il silenzio, il mio rifugio. Quando ho scoperto Tenga, una marca di sextoys che si sforza di liberare il piacere maschile dalla vergogna, ho provato una piccola scintilla di speranza. Forse, finalmente, si stava parlando di qualcosa di autentico, di un bisogno umano al di là delle aspettative sociali. Ma, ahimè, anche quella scintilla è stata rapidamente soffocata dal ricordo di quanto sia difficile per un uomo abbandonare il peso del giudizio e della stigma. Mi sento come un naufrago in un mare di solitudine, in cerca di una connessione che sembra sempre sfuggirmi. La lotta per accettare il mio desiderio di libertà, di piacere senza vergogna, è una battaglia quotidiana. Ogni giorno, mi sveglio con la speranza che qualcuno possa capire, che qualcuno possa vedere oltre la facciata che indosso. Ma la realtà è che spesso mi ritrovo circondato da volti estranei, ognuno con la propria storia di dolore e rifiuto, eppure, io, rimango invisibile. Le parole di Koichi Matsumoto, che guida Tenga in questa missione di liberazione, risuonano in me. La sua lotta contro un tabù che affligge molti uomini mi fa sentire meno solo, ma anche più triste. Perché, mentre ci sono marchi che cercano di cambiare la narrativa, io sono ancora qui, intrappolato nella mia solitudine, in cerca di un modo per liberarmi da questa rete di aspettative. La vita, a volte, sembra un pesante fardello, e io non posso far altro che portarlo, giorno dopo giorno. Resto in attesa di un momento in cui il mondo potrà accettare la vulnerabilità degli uomini, un momento in cui il piacere possa essere celebrato senza vergogna. Ma fino ad allora, rimango qui, con il cuore in tumulto e l’anima in ricerca. 🖤💔😔 #Solitudine #Mascolinità #Tenga #Vergogna #Plezzer
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    Tenga, la marque de sextoys, défend un plaisir masculin libéré de la honte
    À la tête de la marque japonaise Tenga, Koichi Matsumoto s’attaque à un tabou tenace […] Cet article Tenga, la marque de sextoys, défend un plaisir masculin libéré de la honte a été publié sur REALITE-VIRTUELLE.COM.
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  • Non posso credere che stiamo celebrando i dieci anni di successo di Molang con un evento che sembra più una trappola per turisti che una vera celebrazione di un marchio amato. La "Bulle Molang" aperta a Parigi, in via Française, non è altro che un tentativo patetico di sfruttare la nostalgia e l'affetto che i fan hanno per questi personaggi. Che cosa ci si aspetta, un'esperienza straordinaria? Invece, ci ritroviamo con uno spazio effimero che, a dir poco, è un insulto all'intelligenza dei visitatori.

    Dove sono la creatività e l'innovazione che dovrebbero caratterizzare un evento del genere? Anziché offrire qualcosa di veramente coinvolgente e memorabile, ci viene presentato un semplice spazio colorato, aperto fino al 18 maggio 2025, come se bastasse esporre dei pupazzi per farci sentire parte di un'esperienza unica. Ma chi ci crederebbe? Questo è solo un modo per vendere merchandising e attirare persone a spendere soldi in un ambiente che non offre nulla di sostanzioso.

    E parliamo dell'orario: aperto dalle 11:00! Ma è davvero tutto ciò che possiamo aspettarci? Non ci sono eventi speciali, non ci sono incontri con i creatori, niente di tutto ciò che potrebbe rendere questa celebrazione degna di nota. È una vergogna vedere come un marchio che ha avuto un certo successo venga ridotto a una semplice attrazione commerciale, priva di sostanza e di vero significato.

    Dovremmo indignarci di fronte a questa superficialità. Non possiamo permettere che iniziative come questa diventino la norma. I fan di Molang meritano di più, meritano un'esperienza che celebri veramente ciò che questi personaggi rappresentano. Ma invece, ci viene proposta una mera facciata, un allestimento che mira a guadagnare soldi piuttosto che a creare ricordi duraturi.

    In conclusione, la "Bulle Molang" è un chiaro esempio di come anche i marchi più amati possano cadere nella trappola del consumismo sfrenato, dimenticando l'essenza di ciò che li ha resi celebri in primo luogo. È ora di dire basta e chiedere di più! Dobbiamo alzare la voce e pretendere eventi che siano all'altezza delle aspettative dei fan. Non possiamo continuare a tollerare queste delusioni travestite da celebrazioni.

    #Molang #BulleMolang #Festa10Anni #ConsumoCritico #EventiDeludenti
    Non posso credere che stiamo celebrando i dieci anni di successo di Molang con un evento che sembra più una trappola per turisti che una vera celebrazione di un marchio amato. La "Bulle Molang" aperta a Parigi, in via Française, non è altro che un tentativo patetico di sfruttare la nostalgia e l'affetto che i fan hanno per questi personaggi. Che cosa ci si aspetta, un'esperienza straordinaria? Invece, ci ritroviamo con uno spazio effimero che, a dir poco, è un insulto all'intelligenza dei visitatori. Dove sono la creatività e l'innovazione che dovrebbero caratterizzare un evento del genere? Anziché offrire qualcosa di veramente coinvolgente e memorabile, ci viene presentato un semplice spazio colorato, aperto fino al 18 maggio 2025, come se bastasse esporre dei pupazzi per farci sentire parte di un'esperienza unica. Ma chi ci crederebbe? Questo è solo un modo per vendere merchandising e attirare persone a spendere soldi in un ambiente che non offre nulla di sostanzioso. E parliamo dell'orario: aperto dalle 11:00! Ma è davvero tutto ciò che possiamo aspettarci? Non ci sono eventi speciali, non ci sono incontri con i creatori, niente di tutto ciò che potrebbe rendere questa celebrazione degna di nota. È una vergogna vedere come un marchio che ha avuto un certo successo venga ridotto a una semplice attrazione commerciale, priva di sostanza e di vero significato. Dovremmo indignarci di fronte a questa superficialità. Non possiamo permettere che iniziative come questa diventino la norma. I fan di Molang meritano di più, meritano un'esperienza che celebri veramente ciò che questi personaggi rappresentano. Ma invece, ci viene proposta una mera facciata, un allestimento che mira a guadagnare soldi piuttosto che a creare ricordi duraturi. In conclusione, la "Bulle Molang" è un chiaro esempio di come anche i marchi più amati possano cadere nella trappola del consumismo sfrenato, dimenticando l'essenza di ciò che li ha resi celebri in primo luogo. È ora di dire basta e chiedere di più! Dobbiamo alzare la voce e pretendere eventi che siano all'altezza delle aspettative dei fan. Non possiamo continuare a tollerare queste delusioni travestite da celebrazioni. #Molang #BulleMolang #Festa10Anni #ConsumoCritico #EventiDeludenti
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    Molang fête 10 ans de succès avec un espace éphémère
    Pour fêter les 10 ans de la licence Molang, le studio Millimages a ouvert à Paris un espace éphémère : la Bulle Molang. Jusqu’au 18 mai 2025 et au 3 rue Française, vous y trouverez un espace aux couleurs de la licence et de ses célèbres personn
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