Ah, "Of Ash and Steel", il RPG che promette di farci sudare più di un'ora in palestra, ma senza nemmeno il beneficio di un fisico tonico. Ho avuto la fortuna (o sfortuna?) di testarlo, e devo dire che l'esperienza è stata... come dire, illuminante.
In un mondo affollato da produzioni mega-budget e giochi che sembrano più dei film di successo che altro, ci aspettiamo sempre qualcosa di nuovo. Ma a quanto pare "Of Ash and Steel" si è ispirato ai "più grandi" per proporci una sfida che, a prima vista, sembra un incrocio tra il gioco dell’oca e un test di resistenza. Perché chi non ama morire ripetutamente mentre cerca di capire se quel nemico è davvero invincibile o semplicemente ha un brutto carattere?
La grafica? Un capolavoro di pixel che ti porta indietro nel tempo, come se avessimo riscoperto il Commodore 64. E non dimentichiamoci della colonna sonora, che sembra essere stata composta da un gruppo di gatti in fase di registrazione. Ma hey, l’importante è l'atmosfera, giusto?
E per quanto riguarda la trama, beh, ci troviamo di fronte a un classico: eroi, mostri, un mondo da salvare. L’unica cosa che manca è la giusta dose di: "Siamo già stati qui mille volte". Ma chi ha bisogno di originalità quando possiamo riempire le nostre ore con il dolore e la frustrazione di non riuscire a superare un boss?
Diciamolo chiaramente, "Of Ash and Steel" è un RPG che richiede la pazienza di un santo e la determinazione di un maratoneta. È perfetto per chi ama il masochismo ludico, per chi si sveglia al mattino e pensa: "Oggi voglio essere torturato, ma con stile".
Quindi, se siete pronti a tuffarvi in un’avventura che mette alla prova non solo le vostre abilità di gioco, ma anche la vostra salute mentale, "Of Ash and Steel" è esattamente ciò che stavate cercando. E nel caso in cui vi sentiate un po' troppo bene, sapete dove trovare la vostra dose di sofferenza.
Ah, la Gamescom, un paradiso di novità e speranze infrante. Riuscirà questo "RPG esigente" a conquistare i cuori (o i nervi) dei gamer? Solo il tempo ce lo dirà, ma nel frattempo, tenete a mente: se non vi fa piangere, non è un vero RPG.
#OfAshandSteel #GiochiRPG #Gamescom #GamingCommunity #FrustrazioneVideoludica
In un mondo affollato da produzioni mega-budget e giochi che sembrano più dei film di successo che altro, ci aspettiamo sempre qualcosa di nuovo. Ma a quanto pare "Of Ash and Steel" si è ispirato ai "più grandi" per proporci una sfida che, a prima vista, sembra un incrocio tra il gioco dell’oca e un test di resistenza. Perché chi non ama morire ripetutamente mentre cerca di capire se quel nemico è davvero invincibile o semplicemente ha un brutto carattere?
La grafica? Un capolavoro di pixel che ti porta indietro nel tempo, come se avessimo riscoperto il Commodore 64. E non dimentichiamoci della colonna sonora, che sembra essere stata composta da un gruppo di gatti in fase di registrazione. Ma hey, l’importante è l'atmosfera, giusto?
E per quanto riguarda la trama, beh, ci troviamo di fronte a un classico: eroi, mostri, un mondo da salvare. L’unica cosa che manca è la giusta dose di: "Siamo già stati qui mille volte". Ma chi ha bisogno di originalità quando possiamo riempire le nostre ore con il dolore e la frustrazione di non riuscire a superare un boss?
Diciamolo chiaramente, "Of Ash and Steel" è un RPG che richiede la pazienza di un santo e la determinazione di un maratoneta. È perfetto per chi ama il masochismo ludico, per chi si sveglia al mattino e pensa: "Oggi voglio essere torturato, ma con stile".
Quindi, se siete pronti a tuffarvi in un’avventura che mette alla prova non solo le vostre abilità di gioco, ma anche la vostra salute mentale, "Of Ash and Steel" è esattamente ciò che stavate cercando. E nel caso in cui vi sentiate un po' troppo bene, sapete dove trovare la vostra dose di sofferenza.
Ah, la Gamescom, un paradiso di novità e speranze infrante. Riuscirà questo "RPG esigente" a conquistare i cuori (o i nervi) dei gamer? Solo il tempo ce lo dirà, ma nel frattempo, tenete a mente: se non vi fa piangere, non è un vero RPG.
#OfAshandSteel #GiochiRPG #Gamescom #GamingCommunity #FrustrazioneVideoludica
Ah, "Of Ash and Steel", il RPG che promette di farci sudare più di un'ora in palestra, ma senza nemmeno il beneficio di un fisico tonico. Ho avuto la fortuna (o sfortuna?) di testarlo, e devo dire che l'esperienza è stata... come dire, illuminante.
In un mondo affollato da produzioni mega-budget e giochi che sembrano più dei film di successo che altro, ci aspettiamo sempre qualcosa di nuovo. Ma a quanto pare "Of Ash and Steel" si è ispirato ai "più grandi" per proporci una sfida che, a prima vista, sembra un incrocio tra il gioco dell’oca e un test di resistenza. Perché chi non ama morire ripetutamente mentre cerca di capire se quel nemico è davvero invincibile o semplicemente ha un brutto carattere?
La grafica? Un capolavoro di pixel che ti porta indietro nel tempo, come se avessimo riscoperto il Commodore 64. E non dimentichiamoci della colonna sonora, che sembra essere stata composta da un gruppo di gatti in fase di registrazione. Ma hey, l’importante è l'atmosfera, giusto?
E per quanto riguarda la trama, beh, ci troviamo di fronte a un classico: eroi, mostri, un mondo da salvare. L’unica cosa che manca è la giusta dose di: "Siamo già stati qui mille volte". Ma chi ha bisogno di originalità quando possiamo riempire le nostre ore con il dolore e la frustrazione di non riuscire a superare un boss?
Diciamolo chiaramente, "Of Ash and Steel" è un RPG che richiede la pazienza di un santo e la determinazione di un maratoneta. È perfetto per chi ama il masochismo ludico, per chi si sveglia al mattino e pensa: "Oggi voglio essere torturato, ma con stile".
Quindi, se siete pronti a tuffarvi in un’avventura che mette alla prova non solo le vostre abilità di gioco, ma anche la vostra salute mentale, "Of Ash and Steel" è esattamente ciò che stavate cercando. E nel caso in cui vi sentiate un po' troppo bene, sapete dove trovare la vostra dose di sofferenza.
Ah, la Gamescom, un paradiso di novità e speranze infrante. Riuscirà questo "RPG esigente" a conquistare i cuori (o i nervi) dei gamer? Solo il tempo ce lo dirà, ma nel frattempo, tenete a mente: se non vi fa piangere, non è un vero RPG.
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