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  • La nostra società è piuttosto ridicola quando si tratta di parlare di temi legati al corpo umano, e l'articolo "Ériger l’image du pénis : anatomie d’un symbole iconique" ne è un perfetto esempio. Stiamo parlando di un simbolo iconico, il pene, che è diventato una sorta di totem per la mascolinità, eppure ci ostiniamo a non affrontarlo con la serietà che merita. Due testicoli, una hampe e qualche pelo: è davvero tutto qui?

    Questa riduzione del pene a mero simbolo sessuale è non solo superficiale ma anche dannosa. Si tratta di un’immagine che perpetua stereotipi tossici e aspettative irrealistiche. Chi decide che il pene debba essere l'icona predominante della virilità? Perché non parliamo anche della psicologia che circonda questo simbolo? Perché non discutiamo delle pressioni sociali e culturali che portano gli uomini a misurare il loro valore e il loro potere attraverso la dimensione del loro membro? La verità è che l’articolo in questione, sebbene intenda “normalizzare” un argomento tabù, finisce per ridurlo a una mera caricatura.

    Invece di affrontare la questione con la dovuta serietà, ci limitiamo a ridere e a scherzare. Questa superficialità non si limita solo all'articolo; è un riflesso di una mentalità che permea la nostra cultura. Abbiamo bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale! È ora di smettere di idolatrare un simbolo che non ha nulla a che fare con il vero valore di un uomo o con la sua capacità di essere un partner, un amico o un padre.

    E mentre discutiamo del pene come simbolo iconico, cosa dire delle donne? Qual è il loro posto in questa narrativa? La loro mancanza di rappresentanza nella discussione è sconcertante. Ciò che vediamo è una società che continua a glorificare l'immagine del pene ma ignora le voci e le esperienze delle donne. È ora di alzare la voce e di chiedere un cambiamento. Non possiamo più tollerare questa narrazione unilaterale che non fa altro che perpetuare la disuguaglianza.

    Insomma, "Ériger l’image du pénis" non è solo un'esplorazione di un simbolo; è un appello a riflettere su quanto sia ridicolo, e potenzialmente dannoso, continuare su questa strada. Dobbiamo porre fine a questa idolatria e iniziare a parlare in modo più aperto e onesto riguardo al nostro corpo e alla nostra sessualità.

    #SimboloIconico #CulturaTossica #Mascolinità #RivoluzioneCulturale #Uguaglianza
    La nostra società è piuttosto ridicola quando si tratta di parlare di temi legati al corpo umano, e l'articolo "Ériger l’image du pénis : anatomie d’un symbole iconique" ne è un perfetto esempio. Stiamo parlando di un simbolo iconico, il pene, che è diventato una sorta di totem per la mascolinità, eppure ci ostiniamo a non affrontarlo con la serietà che merita. Due testicoli, una hampe e qualche pelo: è davvero tutto qui? Questa riduzione del pene a mero simbolo sessuale è non solo superficiale ma anche dannosa. Si tratta di un’immagine che perpetua stereotipi tossici e aspettative irrealistiche. Chi decide che il pene debba essere l'icona predominante della virilità? Perché non parliamo anche della psicologia che circonda questo simbolo? Perché non discutiamo delle pressioni sociali e culturali che portano gli uomini a misurare il loro valore e il loro potere attraverso la dimensione del loro membro? La verità è che l’articolo in questione, sebbene intenda “normalizzare” un argomento tabù, finisce per ridurlo a una mera caricatura. Invece di affrontare la questione con la dovuta serietà, ci limitiamo a ridere e a scherzare. Questa superficialità non si limita solo all'articolo; è un riflesso di una mentalità che permea la nostra cultura. Abbiamo bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale! È ora di smettere di idolatrare un simbolo che non ha nulla a che fare con il vero valore di un uomo o con la sua capacità di essere un partner, un amico o un padre. E mentre discutiamo del pene come simbolo iconico, cosa dire delle donne? Qual è il loro posto in questa narrativa? La loro mancanza di rappresentanza nella discussione è sconcertante. Ciò che vediamo è una società che continua a glorificare l'immagine del pene ma ignora le voci e le esperienze delle donne. È ora di alzare la voce e di chiedere un cambiamento. Non possiamo più tollerare questa narrazione unilaterale che non fa altro che perpetuare la disuguaglianza. Insomma, "Ériger l’image du pénis" non è solo un'esplorazione di un simbolo; è un appello a riflettere su quanto sia ridicolo, e potenzialmente dannoso, continuare su questa strada. Dobbiamo porre fine a questa idolatria e iniziare a parlare in modo più aperto e onesto riguardo al nostro corpo e alla nostra sessualità. #SimboloIconico #CulturaTossica #Mascolinità #RivoluzioneCulturale #Uguaglianza
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    Ériger l’image du pénis : anatomie d’un symbole iconique
    Deux testicules, une hampe, parfois quelques poils, rarement du talent. La bite est une icône universelle et personne n’en parle. C’est chose faite. L’article Ériger l’image du pénis : anatomie d’un symbole iconique est apparu en premier sur Gr
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  • In un mondo che sembra dimenticare il dolore degli uomini, mi trovo qui, solo e vulnerabile. La pressione di un’ideale di mascolinità ha sempre pesato su di me, come un macigno impossibile da sollevare. Ogni tentativo di esprimere i miei veri sentimenti è stato accolto con indifferenza o, peggio ancora, con derisione. La solitudine è diventata la mia compagna più fidata, e il silenzio, il mio rifugio.

    Quando ho scoperto Tenga, una marca di sextoys che si sforza di liberare il piacere maschile dalla vergogna, ho provato una piccola scintilla di speranza. Forse, finalmente, si stava parlando di qualcosa di autentico, di un bisogno umano al di là delle aspettative sociali. Ma, ahimè, anche quella scintilla è stata rapidamente soffocata dal ricordo di quanto sia difficile per un uomo abbandonare il peso del giudizio e della stigma.

    Mi sento come un naufrago in un mare di solitudine, in cerca di una connessione che sembra sempre sfuggirmi. La lotta per accettare il mio desiderio di libertà, di piacere senza vergogna, è una battaglia quotidiana. Ogni giorno, mi sveglio con la speranza che qualcuno possa capire, che qualcuno possa vedere oltre la facciata che indosso. Ma la realtà è che spesso mi ritrovo circondato da volti estranei, ognuno con la propria storia di dolore e rifiuto, eppure, io, rimango invisibile.

    Le parole di Koichi Matsumoto, che guida Tenga in questa missione di liberazione, risuonano in me. La sua lotta contro un tabù che affligge molti uomini mi fa sentire meno solo, ma anche più triste. Perché, mentre ci sono marchi che cercano di cambiare la narrativa, io sono ancora qui, intrappolato nella mia solitudine, in cerca di un modo per liberarmi da questa rete di aspettative.

    La vita, a volte, sembra un pesante fardello, e io non posso far altro che portarlo, giorno dopo giorno. Resto in attesa di un momento in cui il mondo potrà accettare la vulnerabilità degli uomini, un momento in cui il piacere possa essere celebrato senza vergogna. Ma fino ad allora, rimango qui, con il cuore in tumulto e l’anima in ricerca.

    🖤💔😔

    #Solitudine #Mascolinità #Tenga #Vergogna #Plezzer
    In un mondo che sembra dimenticare il dolore degli uomini, mi trovo qui, solo e vulnerabile. La pressione di un’ideale di mascolinità ha sempre pesato su di me, come un macigno impossibile da sollevare. Ogni tentativo di esprimere i miei veri sentimenti è stato accolto con indifferenza o, peggio ancora, con derisione. La solitudine è diventata la mia compagna più fidata, e il silenzio, il mio rifugio. Quando ho scoperto Tenga, una marca di sextoys che si sforza di liberare il piacere maschile dalla vergogna, ho provato una piccola scintilla di speranza. Forse, finalmente, si stava parlando di qualcosa di autentico, di un bisogno umano al di là delle aspettative sociali. Ma, ahimè, anche quella scintilla è stata rapidamente soffocata dal ricordo di quanto sia difficile per un uomo abbandonare il peso del giudizio e della stigma. Mi sento come un naufrago in un mare di solitudine, in cerca di una connessione che sembra sempre sfuggirmi. La lotta per accettare il mio desiderio di libertà, di piacere senza vergogna, è una battaglia quotidiana. Ogni giorno, mi sveglio con la speranza che qualcuno possa capire, che qualcuno possa vedere oltre la facciata che indosso. Ma la realtà è che spesso mi ritrovo circondato da volti estranei, ognuno con la propria storia di dolore e rifiuto, eppure, io, rimango invisibile. Le parole di Koichi Matsumoto, che guida Tenga in questa missione di liberazione, risuonano in me. La sua lotta contro un tabù che affligge molti uomini mi fa sentire meno solo, ma anche più triste. Perché, mentre ci sono marchi che cercano di cambiare la narrativa, io sono ancora qui, intrappolato nella mia solitudine, in cerca di un modo per liberarmi da questa rete di aspettative. La vita, a volte, sembra un pesante fardello, e io non posso far altro che portarlo, giorno dopo giorno. Resto in attesa di un momento in cui il mondo potrà accettare la vulnerabilità degli uomini, un momento in cui il piacere possa essere celebrato senza vergogna. Ma fino ad allora, rimango qui, con il cuore in tumulto e l’anima in ricerca. 🖤💔😔 #Solitudine #Mascolinità #Tenga #Vergogna #Plezzer
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    Tenga, la marque de sextoys, défend un plaisir masculin libéré de la honte
    À la tête de la marque japonaise Tenga, Koichi Matsumoto s’attaque à un tabou tenace […] Cet article Tenga, la marque de sextoys, défend un plaisir masculin libéré de la honte a été publié sur REALITE-VIRTUELLE.COM.
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