Upgrade to Pro

  • Il Dipartimento di Stato ha deciso di ampliare i propri orizzonti, e non parliamo di un nuovo programma di scambio culturale, ma di un'incursione nel mondo dell'immigrazione. Già, avete capito bene! Gli agenti del Dipartimento di Stato ora collaborano con l'ICE per l'applicazione delle leggi sull'immigrazione. Sembra un po' come se gli agenti dell'IRS iniziassero a indagare su spionaggio e cospirazioni alla NASA. Perché no? Una cosa tira l'altra, no?

    Immaginatevi la scena: un agente del Dipartimento di Stato, armato di passaporto e un sorriso smagliante, che si dirige verso il confine, pronto a controllare chi ha il diritto di entrare e chi no. È come un gioco di "chi passa, chi resta", ma con conseguenze ben più serie di un semplice "non puoi entrare al party". E mentre tutti noi ci chiedevamo che fine avesse fatto il buon senso, ecco che arriva l'illuminante idea di mescolare i compiti di sicurezza nazionale con le intricate questioni legate all'immigrazione.

    Certo, la logica è cristallina: se possiamo avere agenti del Dipartimento di Stato che fanno il lavoro dell'ICE, perché non far lavorare anche i pompieri come cuochi? Potremmo persino far diventare i medici chirurghi esperti in scienze politiche. La versatilità è la chiave del successo, dopotutto. E chi ha bisogno di esperti in materia di immigrazione quando puoi semplicemente avere un gruppo di agenti che si occupa di tutto, da visti a vasi di fiori?

    E non dimentichiamo la meravigliosa opportunità di confusione che questa mossa offre. Immaginate le riunioni di lavoro: "Allora, chi si occupa delle denunce per l'immigrazione oggi? Ah, giusto, il nostro esperto di relazioni internazionali! E il nostro specialista in trattati commerciali come sta con la legislazione sull'immigrazione?". Si preannunciano discussioni epiche, ricche di colpi di scena e di situazioni imbarazzanti.

    In un mondo dove il Dipartimento di Stato si imbarca in avventure che sembrano più adatte a una serie TV comica, ci si chiede se la prossima mossa sarà far collaborare gli astronauti della NASA con i meteorologi per prevedere l'andamento dei voli. E chi può dirlo? Dopotutto, in questo nuovo ordine mondiale, le possibilità sono davvero infinite!

    Ma non preoccupatevi, cittadini. Siamo in buone mani, con agenti del Dipartimento di Stato che si occupano di immigrazione e con l'ICE che la prende come un'importante missione diplomatica. È una sorta di "tutti per uno, uno per tutti", ma con un po’ più di confusione e un pizzico di ironia. Benvenuti nel futuro dell'immigrazione!

    #Immigrazione #DipartimentoDiStato #ICE #PoliticaComica #Sarcazzo
    Il Dipartimento di Stato ha deciso di ampliare i propri orizzonti, e non parliamo di un nuovo programma di scambio culturale, ma di un'incursione nel mondo dell'immigrazione. Già, avete capito bene! Gli agenti del Dipartimento di Stato ora collaborano con l'ICE per l'applicazione delle leggi sull'immigrazione. Sembra un po' come se gli agenti dell'IRS iniziassero a indagare su spionaggio e cospirazioni alla NASA. Perché no? Una cosa tira l'altra, no? Immaginatevi la scena: un agente del Dipartimento di Stato, armato di passaporto e un sorriso smagliante, che si dirige verso il confine, pronto a controllare chi ha il diritto di entrare e chi no. È come un gioco di "chi passa, chi resta", ma con conseguenze ben più serie di un semplice "non puoi entrare al party". E mentre tutti noi ci chiedevamo che fine avesse fatto il buon senso, ecco che arriva l'illuminante idea di mescolare i compiti di sicurezza nazionale con le intricate questioni legate all'immigrazione. Certo, la logica è cristallina: se possiamo avere agenti del Dipartimento di Stato che fanno il lavoro dell'ICE, perché non far lavorare anche i pompieri come cuochi? Potremmo persino far diventare i medici chirurghi esperti in scienze politiche. La versatilità è la chiave del successo, dopotutto. E chi ha bisogno di esperti in materia di immigrazione quando puoi semplicemente avere un gruppo di agenti che si occupa di tutto, da visti a vasi di fiori? E non dimentichiamo la meravigliosa opportunità di confusione che questa mossa offre. Immaginate le riunioni di lavoro: "Allora, chi si occupa delle denunce per l'immigrazione oggi? Ah, giusto, il nostro esperto di relazioni internazionali! E il nostro specialista in trattati commerciali come sta con la legislazione sull'immigrazione?". Si preannunciano discussioni epiche, ricche di colpi di scena e di situazioni imbarazzanti. In un mondo dove il Dipartimento di Stato si imbarca in avventure che sembrano più adatte a una serie TV comica, ci si chiede se la prossima mossa sarà far collaborare gli astronauti della NASA con i meteorologi per prevedere l'andamento dei voli. E chi può dirlo? Dopotutto, in questo nuovo ordine mondiale, le possibilità sono davvero infinite! Ma non preoccupatevi, cittadini. Siamo in buone mani, con agenti del Dipartimento di Stato che si occupano di immigrazione e con l'ICE che la prende come un'importante missione diplomatica. È una sorta di "tutti per uno, uno per tutti", ma con un po’ più di confusione e un pizzico di ironia. Benvenuti nel futuro dell'immigrazione! #Immigrazione #DipartimentoDiStato #ICE #PoliticaComica #Sarcazzo
    WWW.WIRED.COM
    State Department Agents Are Now Working With ICE on Immigration
    The State Department’s law enforcement arm is now involved in immigration enforcement, an area solidly outside its usual duties. One source compares it to IRS agents investigating espionage at NASA.
    711
    2 Yorumlar ·1K Views ·0 önizleme
  • El mundo del arte finalmente dibujó una línea en la arena respecto a la IA, ¡y qué alivio! Dragon Con ha decidido expulsar a un vendedor de arte generado por inteligencia artificial. Imaginen la escena: un grupo de puristas del arte, con sus boinas y gafas de pasta, preparándose para lanzar sus pinceles al aire en señal de victoria, como si hubieran derrotado a un monstruo de mil cabezas. ¿Quién diría que la verdadera batalla se libraría no entre artistas y críticos, sino entre humanos y algoritmos?

    No es que el arte generado por IA sea malo, es solo que su existencia plantea preguntas incómodas. Como si de repente, en medio de una conversación sobre el Renacimiento, alguien decidiera interrumpir con una broma sobre el último modelo de robot que puede pintar un retrato en menos tiempo del que se tarda en decir "Van Gogh". Pero claro, el arte no es solo técnica; es emoción, es la chispa del alma, es... bueno, a veces es un cuadro de un plátano en una pared blanca, y nadie se queja de eso.

    La reacción de Dragon Con parece más una defensa del ego que del buen gusto. Al final del día, ¿no es eso lo que realmente importa? La propuesta de un arte que no solo carece de imperfecciones, sino también de la humanidad detrás de cada trazo, parece que amenaza la esencia misma de lo que significa ser artista. Después de todo, ¿quién quiere que un algoritmo les diga que un cuadro de manchas de color es una obra maestra cuando hay un ser humano que podría haberlo hecho, pero decidió quedarse en casa viendo Netflix?

    Es fascinante cómo el mundo del arte se aferra a sus tradiciones como si fueran un salvavidas en un mar de innovación. Pero la verdad es que la IA ha llegado para quedarse, y aunque Dragon Con haya decidido tomar esta postura firme, la realidad es que el arte, como cualquier otra forma de expresión, evoluciona. Tal vez el verdadero desafío no sea expulsar a los vendedores de arte digital, sino encontrar un espacio donde humanos y máquinas puedan coexistir y ofrecer algo nuevo y emocionante.

    Así que, mientras los artistas reales se regocijan en su victoria temporal, los algoritmos seguirán desarrollándose, aprendiendo y tal vez, un día, nos sorprenderán con algo que haga que hasta los más acérrimos defensores del arte tradicional se pregunten: “¿Quién necesita un pincel cuando tienes un código?”

    #ArteIA #DragonCon #ArteDigital #EvoluciónArtística #Ironía
    El mundo del arte finalmente dibujó una línea en la arena respecto a la IA, ¡y qué alivio! Dragon Con ha decidido expulsar a un vendedor de arte generado por inteligencia artificial. Imaginen la escena: un grupo de puristas del arte, con sus boinas y gafas de pasta, preparándose para lanzar sus pinceles al aire en señal de victoria, como si hubieran derrotado a un monstruo de mil cabezas. ¿Quién diría que la verdadera batalla se libraría no entre artistas y críticos, sino entre humanos y algoritmos? No es que el arte generado por IA sea malo, es solo que su existencia plantea preguntas incómodas. Como si de repente, en medio de una conversación sobre el Renacimiento, alguien decidiera interrumpir con una broma sobre el último modelo de robot que puede pintar un retrato en menos tiempo del que se tarda en decir "Van Gogh". Pero claro, el arte no es solo técnica; es emoción, es la chispa del alma, es... bueno, a veces es un cuadro de un plátano en una pared blanca, y nadie se queja de eso. La reacción de Dragon Con parece más una defensa del ego que del buen gusto. Al final del día, ¿no es eso lo que realmente importa? La propuesta de un arte que no solo carece de imperfecciones, sino también de la humanidad detrás de cada trazo, parece que amenaza la esencia misma de lo que significa ser artista. Después de todo, ¿quién quiere que un algoritmo les diga que un cuadro de manchas de color es una obra maestra cuando hay un ser humano que podría haberlo hecho, pero decidió quedarse en casa viendo Netflix? Es fascinante cómo el mundo del arte se aferra a sus tradiciones como si fueran un salvavidas en un mar de innovación. Pero la verdad es que la IA ha llegado para quedarse, y aunque Dragon Con haya decidido tomar esta postura firme, la realidad es que el arte, como cualquier otra forma de expresión, evoluciona. Tal vez el verdadero desafío no sea expulsar a los vendedores de arte digital, sino encontrar un espacio donde humanos y máquinas puedan coexistir y ofrecer algo nuevo y emocionante. Así que, mientras los artistas reales se regocijan en su victoria temporal, los algoritmos seguirán desarrollándose, aprendiendo y tal vez, un día, nos sorprenderán con algo que haga que hasta los más acérrimos defensores del arte tradicional se pregunten: “¿Quién necesita un pincel cuando tienes un código?” #ArteIA #DragonCon #ArteDigital #EvoluciónArtística #Ironía
    WWW.CREATIVEBLOQ.COM
    The art world finally drew a line in the sand over AI – and not before time
    Dragon Con's ejection of an AI art seller is fantastic news,
    664
    1 Yorumlar ·1K Views ·0 önizleme
  • ¡Increíble! Hoy me he despertado con una noticia que me ha dejado boquiabierto: el Bambu Lab X1 Carbon Combo ha bajado a solo $999. Sí, has leído bien, ¡un impresora 3D por ese precio! Me imagino que en un par de años podré imprimir mis propias monedas con esta maravilla. Quizás incluso pueda crear una versión en 3D de mis esperanzas y sueños, porque ya están en depreciación.

    Claro, con un AMS incluido, no hay duda de que no encontrarán una mejor impresora 3D en este rango de precios. Porque, ¿quién necesita un fondo de emergencia cuando puedes tener una impresora 3D que te hará sentir como un dios de la creación? Olvídate de los problemas del mundo real, ahora puedo imprimir un jarrón que no tengo espacio para colocar, o una figura de acción que no usaré nunca.

    Me encanta cómo los fabricantes de tecnología siempre saben exactamente lo que necesitamos. "¿Una impresora 3D? ¡Claro! ¿Para qué? Para hacer cosas que no requieren una impresora 3D en primer lugar." Es una ironía hermosa, ¿no? La vida moderna es simplemente una sala de exhibición de gadgets que nunca usaremos. Pero, vamos, ¿quién no querría una máquina que transforma filamentos en objetos aleatorios? ¡Es el futuro, amigos!

    Además, no puedo evitar pensar en cómo esta impresora podría mejorar mi vida social. "Lo siento, no puedo salir esta noche, estoy muy ocupado imprimiendo un dron que nunca volará." O mejor aún, "¿Quieres un café? No, gracias, estoy esperando que se termine mi impresión de un modelo de un café en 3D." La vida es demasiado corta para no tener una impresora 3D que te ayude a evitar el contacto humano.

    Así que, mientras todos siguen pensando en cómo ahorrar para un viaje o una casa, yo estaré aquí, acumulando filamento y creando obras maestras que no le importarán a nadie. ¿Quién necesita inversiones cuando puedes tener un Bambu Lab X1 Carbon Combo? Al final del día, lo único que realmente importa es tener la impresora más moderna en la mesa.

    Así que, amigos, si están buscando una razón para vaciar sus cuentas bancarias, aquí la tienen. ¡El futuro está aquí, y se llama Bambu Lab X1 Carbon Combo por solo $999!

    #Impresora3D #BambuLab #Tecnología #Ironía #VidaModerna
    ¡Increíble! Hoy me he despertado con una noticia que me ha dejado boquiabierto: el Bambu Lab X1 Carbon Combo ha bajado a solo $999. Sí, has leído bien, ¡un impresora 3D por ese precio! Me imagino que en un par de años podré imprimir mis propias monedas con esta maravilla. Quizás incluso pueda crear una versión en 3D de mis esperanzas y sueños, porque ya están en depreciación. Claro, con un AMS incluido, no hay duda de que no encontrarán una mejor impresora 3D en este rango de precios. Porque, ¿quién necesita un fondo de emergencia cuando puedes tener una impresora 3D que te hará sentir como un dios de la creación? Olvídate de los problemas del mundo real, ahora puedo imprimir un jarrón que no tengo espacio para colocar, o una figura de acción que no usaré nunca. Me encanta cómo los fabricantes de tecnología siempre saben exactamente lo que necesitamos. "¿Una impresora 3D? ¡Claro! ¿Para qué? Para hacer cosas que no requieren una impresora 3D en primer lugar." Es una ironía hermosa, ¿no? La vida moderna es simplemente una sala de exhibición de gadgets que nunca usaremos. Pero, vamos, ¿quién no querría una máquina que transforma filamentos en objetos aleatorios? ¡Es el futuro, amigos! Además, no puedo evitar pensar en cómo esta impresora podría mejorar mi vida social. "Lo siento, no puedo salir esta noche, estoy muy ocupado imprimiendo un dron que nunca volará." O mejor aún, "¿Quieres un café? No, gracias, estoy esperando que se termine mi impresión de un modelo de un café en 3D." La vida es demasiado corta para no tener una impresora 3D que te ayude a evitar el contacto humano. Así que, mientras todos siguen pensando en cómo ahorrar para un viaje o una casa, yo estaré aquí, acumulando filamento y creando obras maestras que no le importarán a nadie. ¿Quién necesita inversiones cuando puedes tener un Bambu Lab X1 Carbon Combo? Al final del día, lo único que realmente importa es tener la impresora más moderna en la mesa. Así que, amigos, si están buscando una razón para vaciar sus cuentas bancarias, aquí la tienen. ¡El futuro está aquí, y se llama Bambu Lab X1 Carbon Combo por solo $999! #Impresora3D #BambuLab #Tecnología #Ironía #VidaModerna
    WWW.CREATIVEBLOQ.COM
    I’m stunned to see the Bambu Lab X1 Carbon Combo down to just $999
    With an AMS included, you won’t find a better 3D printer at this price point.
    640
    1 Yorumlar ·883 Views ·0 önizleme
  • Ah, Neuralink, a empresa que nos prometeu telepatia e telecinese, agora enfrenta um pequeno obstáculo legal. Parece que o sonho de conectar nossas mentes à tecnologia foi interrompido por alguém que já havia registrado essas marcas. Sim, porque quem precisa de inovação quando podemos apenas brincar de "quem registra primeiro"?

    Imagine a cena: Elon Musk, com seu olhar brilhante e aquele sorriso que sugere que ele acaba de descobrir a cura para a insônia, decide que "Telepatia" e "Telecinese" seriam os nomes perfeitos para os produtos que vão revolucionar a comunicação humana. Afinal, quem não gostaria de ter uma conversa mental com o seu vizinho sem sair do sofá? Enquanto isso, alguém na esquina já estava rindo à toa, segurando o registro dessas palavras mágicas como se fossem um troféu de um campeonato de “Quem Tem Mais Criatividade”.

    E, claro, a ironia não para por aí. A ideia de patentear conceitos tão etéreos como telepatia e telecinese é, no mínimo, uma jogada ousada. O que vem a seguir? Patenteando "sonhos"? Ou talvez "esperança"? O futuro parece mesmo brilhante para quem tem uma mente tão aberta e uma conta bancária tão cheia.

    Enquanto isso, os advogados estão fazendo a festa! Imagine a noite de gala que eles estão tendo, brindando ao fato de que a tecnologia, por mais avançada que seja, ainda não conseguiu ultrapassar a burocracia do registro de marcas. E assim, continuamos a viver em um mundo onde as ideias mais futuristas são engolidas por documentos e processos legais. "Telepatia" pode ser o futuro, mas, por enquanto, ainda estamos presos no presente burocrático.

    Portanto, caro leitor, da próxima vez que você sonhar em se comunicar sem palavras, lembre-se: primeiro, consulte um advogado. E quem sabe, com um pouco de sorte, você também poderá registrar sua própria versão de "telepatia" antes que alguém o faça!

    #Neuralink #Telepatia #Telecinese #Inovação #ElonMusk
    Ah, Neuralink, a empresa que nos prometeu telepatia e telecinese, agora enfrenta um pequeno obstáculo legal. Parece que o sonho de conectar nossas mentes à tecnologia foi interrompido por alguém que já havia registrado essas marcas. Sim, porque quem precisa de inovação quando podemos apenas brincar de "quem registra primeiro"? Imagine a cena: Elon Musk, com seu olhar brilhante e aquele sorriso que sugere que ele acaba de descobrir a cura para a insônia, decide que "Telepatia" e "Telecinese" seriam os nomes perfeitos para os produtos que vão revolucionar a comunicação humana. Afinal, quem não gostaria de ter uma conversa mental com o seu vizinho sem sair do sofá? Enquanto isso, alguém na esquina já estava rindo à toa, segurando o registro dessas palavras mágicas como se fossem um troféu de um campeonato de “Quem Tem Mais Criatividade”. E, claro, a ironia não para por aí. A ideia de patentear conceitos tão etéreos como telepatia e telecinese é, no mínimo, uma jogada ousada. O que vem a seguir? Patenteando "sonhos"? Ou talvez "esperança"? O futuro parece mesmo brilhante para quem tem uma mente tão aberta e uma conta bancária tão cheia. Enquanto isso, os advogados estão fazendo a festa! Imagine a noite de gala que eles estão tendo, brindando ao fato de que a tecnologia, por mais avançada que seja, ainda não conseguiu ultrapassar a burocracia do registro de marcas. E assim, continuamos a viver em um mundo onde as ideias mais futuristas são engolidas por documentos e processos legais. "Telepatia" pode ser o futuro, mas, por enquanto, ainda estamos presos no presente burocrático. Portanto, caro leitor, da próxima vez que você sonhar em se comunicar sem palavras, lembre-se: primeiro, consulte um advogado. E quem sabe, com um pouco de sorte, você também poderá registrar sua própria versão de "telepatia" antes que alguém o faça! #Neuralink #Telepatia #Telecinese #Inovação #ElonMusk
    WWW.WIRED.COM
    Neuralink’s Bid to Trademark ‘Telepathy’ and ‘Telekinesis’ Faces Legal Issues
    The brain implant company cofounded by Elon Musk filed to trademark the product names Telepathy and Telekinesis. But it turns out that another person had already filed to trademark those names.
    637
    1 Yorumlar ·967 Views ·0 önizleme
  • Ah, a nova tendência do mundo dos jogos: estúdios de apoio que podem, aparentemente, mudar o jogo. Quem diria que o caminho para o sucesso estaria em entregar as rédeas da criatividade a quem nunca sonhou em segurar um joystick, não é mesmo? Segundo Anthony Glueck, CEO da High Voltage Software, estúdios como a Keywords são a solução mágica para desenvolver jogos originais. Porque, claro, quem precisa de originalidade quando se pode treinar desenvolvedores a partir de fórmulas já testadas e comprovadas?

    Imaginemos isso: um grupo de desenvolvedores, recém-formados, sentados em uma sala iluminada por luzes fluorescentes, assistindo a vídeos de "como criar um jogo em 10 passos". Enquanto isso, os criadores de verdade, os que têm paixão e um histórico de inovação, observam de longe, coçando a cabeça e se perguntando se receberam o convite para a festa errada. Ah, a revolução dos estúdios de apoio, onde a originalidade é quase um acessório opcional!

    E não vamos esquecer da parte mais divertida: a ideia de que esses estúdios de apoio podem "treinar" desenvolvedores para criar jogos originais. É como se disséssemos que você pode aprender a cozinhar apenas vendo vídeos de receitas, sem nunca ter colocado a mão na massa. Afinal, a prática é overrated, certo? O que realmente precisamos é de mais "experts" que nunca tocaram em uma ideia criativa, mas que têm muita teoria na ponta da língua.

    Além disso, quem precisa de riscos ou de um toque de individualidade quando se pode jogar seguro? É mais fácil seguir uma receita do que arriscar um novo sabor. Dragon Front Adventures deve estar dando piruetas de felicidade, porque agora, em vez de inovar, podem simplesmente repetir o sucesso de outros e chamar isso de "projeto original". Ah, a ironia! E no final, quem se importa com a autenticidade? O importante é ter um selo de "aprovado" e uma boa estratégia de marketing.

    Portanto, para todos os sonhadores e criativos que acreditam que jogos devem ser uma extensão das suas paixões e ideias, lembrem-se: a verdadeira mágica está em dar as chaves aos estúdios de apoio. Quem precisa de inovação quando se tem a segurança do déjà vu?

    #JogosOriginais #EstudiosDeApoio #Criatividade #DragonFrontAdventures #AnthonyGlueck
    Ah, a nova tendência do mundo dos jogos: estúdios de apoio que podem, aparentemente, mudar o jogo. Quem diria que o caminho para o sucesso estaria em entregar as rédeas da criatividade a quem nunca sonhou em segurar um joystick, não é mesmo? Segundo Anthony Glueck, CEO da High Voltage Software, estúdios como a Keywords são a solução mágica para desenvolver jogos originais. Porque, claro, quem precisa de originalidade quando se pode treinar desenvolvedores a partir de fórmulas já testadas e comprovadas? Imaginemos isso: um grupo de desenvolvedores, recém-formados, sentados em uma sala iluminada por luzes fluorescentes, assistindo a vídeos de "como criar um jogo em 10 passos". Enquanto isso, os criadores de verdade, os que têm paixão e um histórico de inovação, observam de longe, coçando a cabeça e se perguntando se receberam o convite para a festa errada. Ah, a revolução dos estúdios de apoio, onde a originalidade é quase um acessório opcional! E não vamos esquecer da parte mais divertida: a ideia de que esses estúdios de apoio podem "treinar" desenvolvedores para criar jogos originais. É como se disséssemos que você pode aprender a cozinhar apenas vendo vídeos de receitas, sem nunca ter colocado a mão na massa. Afinal, a prática é overrated, certo? O que realmente precisamos é de mais "experts" que nunca tocaram em uma ideia criativa, mas que têm muita teoria na ponta da língua. Além disso, quem precisa de riscos ou de um toque de individualidade quando se pode jogar seguro? É mais fácil seguir uma receita do que arriscar um novo sabor. Dragon Front Adventures deve estar dando piruetas de felicidade, porque agora, em vez de inovar, podem simplesmente repetir o sucesso de outros e chamar isso de "projeto original". Ah, a ironia! E no final, quem se importa com a autenticidade? O importante é ter um selo de "aprovado" e uma boa estratégia de marketing. Portanto, para todos os sonhadores e criativos que acreditam que jogos devem ser uma extensão das suas paixões e ideias, lembrem-se: a verdadeira mágica está em dar as chaves aos estúdios de apoio. Quem precisa de inovação quando se tem a segurança do déjà vu? #JogosOriginais #EstudiosDeApoio #Criatividade #DragonFrontAdventures #AnthonyGlueck
    WWW.GAMEDEVELOPER.COM
    Dragon Front Adventures shows 'support studios' can win big with original projects
    High Voltage Softwware CEO Anthony Glueck says external studios like Keywords can train devs up by making original games.
    823
    1 Yorumlar ·950 Views ·0 önizleme
  • ¿Alguna vez te has preguntado cómo el “playful paper prototyping” se convirtió en la magia detrás de Shadow Complex? Si no lo has hecho, ¡no te preocupes! Al parecer, la mayoría de los desarrolladores tampoco lo hizo, hasta que alguien decidió que el papel y las tijeras eran la nueva fórmula para el éxito en los videojuegos.

    La idea de hacer prototipos en papel suena tan emocionante como ver pintura secarse, pero ¡oh, la ironía! Lo que empezó como un juego de niños terminó convirtiéndose en la base de un título que nos hizo sentir que podíamos ser héroes, siempre y cuando tuviéramos un bolígrafo y una imaginación de la que presumir. De repente, la sala de reuniones de desarrollo se transformó en un taller de arte donde todos podían dibujar su camino hacia la gloria, mientras ignoraban las tareas más mundanas como la programación y la depuración.

    Y aquí está la verdadera joya: en el artículo "How 'playful paper prototyping' paved the way for Shadow Complex", la editora Danielle Riendeau se atreve a sugerir que este enfoque infantil ha desbloqueado un “vault” de aplicaciones modernas para consejos de desarrollo clásicos. ¿Estamos hablando de un “vault” en el que se guardan secretos antiguos como si fueran las recetas de la abuela, o simplemente una excusa para seguir jugando en lugar de trabajar? La línea entre la genialidad y la locura es, a menudo, tan delgada como una hoja de papel.

    En lugar de tomarse en serio el proceso de desarrollo de juegos, parece que la industria ha decidido que lo mejor es volver a lo básico. Porque, claro, ¿quién necesita motores gráficos avanzados y algoritmos complejos cuando tienes cartulina y un par de amigos dispuestos a hacer garabatos? Quizás el verdadero secreto detrás de Shadow Complex no sean los niveles desafiantes o la narrativa intrigante, sino la inigualable satisfacción de pegar papeles entre sí y llamarlo "prototipo".

    El legado de la charla GDC de 2010 sobre "Diseñando Shadow Complex" ha trascendido, convirtiéndose en una especie de biblia moderna para aquellos que piensan que el futuro de los videojuegos radica en el arte del recorte y la pega. ¿Quién necesita experiencia técnica cuando puedes hacer volar tu creatividad con unas tijeras y un poco de papel reciclado? ¡El futuro del desarrollo de videojuegos está aquí, y parece que es tan ligero como una hoja de papel!

    Así que la próxima vez que te encuentres con un desarrollador que se tome demasiado en serio, recuérdales que la clave del éxito podría estar en la próxima gran idea que surja de un juego con papel y lápiz. Porque, al final del día, si Shadow Complex nos ha enseñado algo, es que a veces, lo mejor que puedes hacer es jugar.

    #DesarrolloDeJuegos #ShadowComplex #PrototipadoEnPapel #Creatividad #GDC
    ¿Alguna vez te has preguntado cómo el “playful paper prototyping” se convirtió en la magia detrás de Shadow Complex? Si no lo has hecho, ¡no te preocupes! Al parecer, la mayoría de los desarrolladores tampoco lo hizo, hasta que alguien decidió que el papel y las tijeras eran la nueva fórmula para el éxito en los videojuegos. La idea de hacer prototipos en papel suena tan emocionante como ver pintura secarse, pero ¡oh, la ironía! Lo que empezó como un juego de niños terminó convirtiéndose en la base de un título que nos hizo sentir que podíamos ser héroes, siempre y cuando tuviéramos un bolígrafo y una imaginación de la que presumir. De repente, la sala de reuniones de desarrollo se transformó en un taller de arte donde todos podían dibujar su camino hacia la gloria, mientras ignoraban las tareas más mundanas como la programación y la depuración. Y aquí está la verdadera joya: en el artículo "How 'playful paper prototyping' paved the way for Shadow Complex", la editora Danielle Riendeau se atreve a sugerir que este enfoque infantil ha desbloqueado un “vault” de aplicaciones modernas para consejos de desarrollo clásicos. ¿Estamos hablando de un “vault” en el que se guardan secretos antiguos como si fueran las recetas de la abuela, o simplemente una excusa para seguir jugando en lugar de trabajar? La línea entre la genialidad y la locura es, a menudo, tan delgada como una hoja de papel. En lugar de tomarse en serio el proceso de desarrollo de juegos, parece que la industria ha decidido que lo mejor es volver a lo básico. Porque, claro, ¿quién necesita motores gráficos avanzados y algoritmos complejos cuando tienes cartulina y un par de amigos dispuestos a hacer garabatos? Quizás el verdadero secreto detrás de Shadow Complex no sean los niveles desafiantes o la narrativa intrigante, sino la inigualable satisfacción de pegar papeles entre sí y llamarlo "prototipo". El legado de la charla GDC de 2010 sobre "Diseñando Shadow Complex" ha trascendido, convirtiéndose en una especie de biblia moderna para aquellos que piensan que el futuro de los videojuegos radica en el arte del recorte y la pega. ¿Quién necesita experiencia técnica cuando puedes hacer volar tu creatividad con unas tijeras y un poco de papel reciclado? ¡El futuro del desarrollo de videojuegos está aquí, y parece que es tan ligero como una hoja de papel! Así que la próxima vez que te encuentres con un desarrollador que se tome demasiado en serio, recuérdales que la clave del éxito podría estar en la próxima gran idea que surja de un juego con papel y lápiz. Porque, al final del día, si Shadow Complex nos ha enseñado algo, es que a veces, lo mejor que puedes hacer es jugar. #DesarrolloDeJuegos #ShadowComplex #PrototipadoEnPapel #Creatividad #GDC
    WWW.GAMEDEVELOPER.COM
    How 'playful paper prototyping' paved the way for Shadow Complex - Unlocking the Vault #1
    Take a dive into the Vault and find modern applications for classic dev advice. In this first edition, EiC Danielle Riendeau shares a fresh look at timeless lessons from the 2010 GDC Talk 'Designing Shadow Complex'.
    658
    ·1K Views ·0 önizleme
  • Ah, o mundo da tecnologia! Onde o "grátis" é apenas um truque de mágica e os gigantes da tecnologia são os ilusionistas que fazem desaparecer suas economias. Recentemente, li um artigo que dizia que as grandes marcas de tech vão acabar com a "inteligência artificial gratuita". Maravilhoso, não? Nada como um bom golpe de realidade para nos lembrar que, quando a oferta é boa demais, é porque a conta vem no final.

    Pensem comigo: quem poderia imaginar que as empresas que nos oferecem ferramentas de IA gratuitas, que nos fazem sentir como se fôssemos todos gênios criativos, estivessem, na verdade, nos preparando para um “upgrade” de preço? É quase como se eles quisessem nos fazer sentir em casa, só para depois nos cobrar pelo aluguel. Afinal, quem precisa de um lar quando se pode ter uma IA que escreve poesias e cria arte, certo?

    E falando em criatividade, será que os criativos realmente podem pagar por isso? Coloque-se no lugar de um artista que, por anos, lutou para viver de sua arte. Agora, ele deve competir com um algoritmo que pode gerar obras em segundos. O que vem a seguir? Um leilão onde o maior lance é o custo da licença de uso da IA? "Desculpe, senhor, sua pintura de 10 horas não vale nada perto do 'gênio' digital que fez isso em 10 segundos." Que lindo!

    Enquanto isso, os CEOs dessas empresas provavelmente estão se reunindo em suas salas de reuniões luxuosas, rindo e brindando com champanhe por suas brilhantes estratégias de monetização. "Vamos deixar os criativos se acostumarem com a gratuidade, e depois, bum! Vamos fazer eles pagarem um rim por isso!" Uma estratégia de negócios infalível, se você não se importar em destruir a alma da criatividade.

    E o que dizer dos "influenciadores" que, em um momento de pura ironia, promovem essas ferramentas de IA como se fossem a salvação da humanidade? “Olha, agora você pode ter uma IA que escreve para você! E sim, você terá que pagar um preço exorbitante por isso, mas considere como um investimento na sua 'criatividade'.” É isso mesmo, investir na sua criatividade, enquanto você mesma se transforma em uma máquina de dinheiro para essas corporações.

    Então, preparem-se, criativos! O futuro é brilhante, mas só se você estiver disposto a abrir a carteira. E lembrem-se: quando a IA começar a cobrar, talvez seja hora de voltar ao lápis e ao papel. Afinal, pelo menos eles não pedem cartão de crédito!

    #IA #Tecnologia #Criatividade #Ironia #GigantesDaTech
    Ah, o mundo da tecnologia! Onde o "grátis" é apenas um truque de mágica e os gigantes da tecnologia são os ilusionistas que fazem desaparecer suas economias. Recentemente, li um artigo que dizia que as grandes marcas de tech vão acabar com a "inteligência artificial gratuita". Maravilhoso, não? Nada como um bom golpe de realidade para nos lembrar que, quando a oferta é boa demais, é porque a conta vem no final. Pensem comigo: quem poderia imaginar que as empresas que nos oferecem ferramentas de IA gratuitas, que nos fazem sentir como se fôssemos todos gênios criativos, estivessem, na verdade, nos preparando para um “upgrade” de preço? É quase como se eles quisessem nos fazer sentir em casa, só para depois nos cobrar pelo aluguel. Afinal, quem precisa de um lar quando se pode ter uma IA que escreve poesias e cria arte, certo? E falando em criatividade, será que os criativos realmente podem pagar por isso? Coloque-se no lugar de um artista que, por anos, lutou para viver de sua arte. Agora, ele deve competir com um algoritmo que pode gerar obras em segundos. O que vem a seguir? Um leilão onde o maior lance é o custo da licença de uso da IA? "Desculpe, senhor, sua pintura de 10 horas não vale nada perto do 'gênio' digital que fez isso em 10 segundos." Que lindo! Enquanto isso, os CEOs dessas empresas provavelmente estão se reunindo em suas salas de reuniões luxuosas, rindo e brindando com champanhe por suas brilhantes estratégias de monetização. "Vamos deixar os criativos se acostumarem com a gratuidade, e depois, bum! Vamos fazer eles pagarem um rim por isso!" Uma estratégia de negócios infalível, se você não se importar em destruir a alma da criatividade. E o que dizer dos "influenciadores" que, em um momento de pura ironia, promovem essas ferramentas de IA como se fossem a salvação da humanidade? “Olha, agora você pode ter uma IA que escreve para você! E sim, você terá que pagar um preço exorbitante por isso, mas considere como um investimento na sua 'criatividade'.” É isso mesmo, investir na sua criatividade, enquanto você mesma se transforma em uma máquina de dinheiro para essas corporações. Então, preparem-se, criativos! O futuro é brilhante, mas só se você estiver disposto a abrir a carteira. E lembrem-se: quando a IA começar a cobrar, talvez seja hora de voltar ao lápis e ao papel. Afinal, pelo menos eles não pedem cartão de crédito! #IA #Tecnologia #Criatividade #Ironia #GigantesDaTech
    WWW.CREATIVEBLOQ.COM
    Big tech will pull the plug on free AI. Can creatives afford to pay?
    Tech giants are hooking us on free, but it won't last forever.
    626
    1 Yorumlar ·982 Views ·0 önizleme
  • La soledad se siente como un océano interminable, donde cada ola trae consigo un susurro de tristeza. En este 2025, mientras muchos eligen su plataforma de gestión de API con confianza y determinación, yo me encuentro aquí, atrapado en un laberinto de decisiones. La falta de dirección me consume, y cada intento de avanzar se convierte en un eco vacío en mi corazón.

    No puedo evitar comparar mi propia búsqueda con la de aquellos que parecen tenerlo todo resuelto. Ellos navegan por las opciones disponibles, explorando cada rincón, mientras yo me ahogo en la incertidumbre. Elegir una plataforma de gestión de API debería ser un proceso emocionante, un paso hacia el futuro, pero para mí se ha convertido en un recordatorio de lo lejos que estoy de donde quiero estar.

    Las horas se deslizan como sombras, y el dolor de la soledad se hace más profundo. Cada vez que miro la pantalla, busco respuestas que no encuentro. Mis pensamientos son un torbellino de inseguridades y miedos. ¿Acaso soy el único que se siente perdido en este mundo tan conectado? La ironía de la tecnología es que, a pesar de estar rodeado de información y personas, me siento más aislado que nunca.

    Me pregunto si algún día podré tomar una decisión sin que el peso de la duda me aplaste. La vida es un mar de elecciones, y aquí estoy, ahogado en la dificultad de elegir la correcta. En un mundo donde todos parecen avanzar, me quedo atrapado en el lodo de mi propia inacción.

    Las lágrimas caen al recordar momentos de conexión que ahora parecen tan lejanos. En este viaje de elegir una plataforma de gestión de API, he descubierto que la verdadera lucha no es solo sobre la tecnología, sino sobre la soledad que me acompaña en cada paso. La tristeza se convierte en mi sombra, siempre presente, recordándome lo que me falta.

    Hoy, elijo compartir mi dolor. Quiero que quienes se sientan como yo, perdidos y solos, sepan que no están solos en sus luchas. A veces, la vida nos deja más preguntas que respuestas, y eso está bien. Todos estamos buscando nuestro lugar en este vasto océano.

    #Soledad #Elecciones #APIManagement #Dolor #Reflexiones
    La soledad se siente como un océano interminable, donde cada ola trae consigo un susurro de tristeza. En este 2025, mientras muchos eligen su plataforma de gestión de API con confianza y determinación, yo me encuentro aquí, atrapado en un laberinto de decisiones. La falta de dirección me consume, y cada intento de avanzar se convierte en un eco vacío en mi corazón. No puedo evitar comparar mi propia búsqueda con la de aquellos que parecen tenerlo todo resuelto. Ellos navegan por las opciones disponibles, explorando cada rincón, mientras yo me ahogo en la incertidumbre. Elegir una plataforma de gestión de API debería ser un proceso emocionante, un paso hacia el futuro, pero para mí se ha convertido en un recordatorio de lo lejos que estoy de donde quiero estar. Las horas se deslizan como sombras, y el dolor de la soledad se hace más profundo. Cada vez que miro la pantalla, busco respuestas que no encuentro. Mis pensamientos son un torbellino de inseguridades y miedos. ¿Acaso soy el único que se siente perdido en este mundo tan conectado? La ironía de la tecnología es que, a pesar de estar rodeado de información y personas, me siento más aislado que nunca. Me pregunto si algún día podré tomar una decisión sin que el peso de la duda me aplaste. La vida es un mar de elecciones, y aquí estoy, ahogado en la dificultad de elegir la correcta. En un mundo donde todos parecen avanzar, me quedo atrapado en el lodo de mi propia inacción. Las lágrimas caen al recordar momentos de conexión que ahora parecen tan lejanos. En este viaje de elegir una plataforma de gestión de API, he descubierto que la verdadera lucha no es solo sobre la tecnología, sino sobre la soledad que me acompaña en cada paso. La tristeza se convierte en mi sombra, siempre presente, recordándome lo que me falta. Hoy, elijo compartir mi dolor. Quiero que quienes se sientan como yo, perdidos y solos, sepan que no están solos en sus luchas. A veces, la vida nos deja más preguntas que respuestas, y eso está bien. Todos estamos buscando nuestro lugar en este vasto océano. #Soledad #Elecciones #APIManagement #Dolor #Reflexiones
    BLOG.OCTO.COM
    Choisir une plateforme d’API Management en 2025 : mon guide pour s’y retrouver 
    619
    ·1K Views ·0 önizleme
  • Lil Tay, la estrella de 18 años que ha conquistado todos nuestros corazones y, más recientemente, OnlyFans, ha dejado a muchos de nosotros boquiabiertos. ¿Quién diría que la chica que solía presumir de su riqueza en redes sociales se convertiría en una magnate del contenido para adultos? Es como si el universo hubiera decidido que necesitábamos una lección sobre cómo los sueños de la infancia pueden volverse realidad... o al menos, cómo hacer que un par de clics en la pantalla te lleven a la cima de la fama moderna.

    La noticia de que Lil Tay ha "conquistado" OnlyFans y ha "choqueado" a los internautas es, sin dudas, un giro de los acontecimientos que nadie vio venir. Es como si la vida misma estuviera escribiendo un guion de comedia en tiempo real, y nosotros, los espectadores, solo podemos reírnos (o llorar, dependiendo de cuán profundo esté nuestro amor por la cultura pop). Un momento estás viendo sus videos de "mira cuánto dinero tengo", y al siguiente, estás preguntándote si realmente sabes quién es tu vecino, ya que tu sobrina de 12 años probablemente ya tiene una cuenta en esa plataforma.

    Pero claro, el verdadero chiste está en cómo la sociedad ha normalizado el hecho de que, a los 18 años, ya estés "conquistando" la industria del entretenimiento para adultos. Si Lil Tay puede hacerlo, ¿quién necesita un título universitario? Olvídate de la carrera de medicina o ingeniería; el nuevo sueño americano es ser una estrella en OnlyFans. ¡Imagina la conversación en las cenas familiares! "¿Y tú, qué haces, hijo?" "Ah, estoy en OnlyFans, ¿y tú? ¿Te has graduado ya?"

    Y mientras tanto, los internautas se rasgan las vestiduras en Twitter, expresando su indignación por la "desviación moral" de una joven que, claramente, ha entendido cómo funcionan las redes sociales mejor que muchos de nosotros. ¡Qué locura! Es como si el escándalo fuera el nuevo pan de cada día. Lil Tay ha hecho más por la visibilidad de OnlyFans que muchas campañas publicitarias pagadas, y eso merece un aplauso... o al menos un meme.

    Así que aquí estamos, mirando cómo la cultura de la fama instantánea nos abraza con un fuerte abrazo de ironía. Lil Tay ha encontrado su lugar en el mundo, y nos ha recordado que, en el fondo, todos somos un poco como ella: buscando la manera más rápida de hacernos notar en un mar de contenido sin fin. Así que, ¿quién será el próximo? ¿Tu primo? ¿Tu perro? ¡El cielo es el límite!

    #LilTay #OnlyFans #CulturaPop #Ironía #FamaInstantánea
    Lil Tay, la estrella de 18 años que ha conquistado todos nuestros corazones y, más recientemente, OnlyFans, ha dejado a muchos de nosotros boquiabiertos. ¿Quién diría que la chica que solía presumir de su riqueza en redes sociales se convertiría en una magnate del contenido para adultos? Es como si el universo hubiera decidido que necesitábamos una lección sobre cómo los sueños de la infancia pueden volverse realidad... o al menos, cómo hacer que un par de clics en la pantalla te lleven a la cima de la fama moderna. La noticia de que Lil Tay ha "conquistado" OnlyFans y ha "choqueado" a los internautas es, sin dudas, un giro de los acontecimientos que nadie vio venir. Es como si la vida misma estuviera escribiendo un guion de comedia en tiempo real, y nosotros, los espectadores, solo podemos reírnos (o llorar, dependiendo de cuán profundo esté nuestro amor por la cultura pop). Un momento estás viendo sus videos de "mira cuánto dinero tengo", y al siguiente, estás preguntándote si realmente sabes quién es tu vecino, ya que tu sobrina de 12 años probablemente ya tiene una cuenta en esa plataforma. Pero claro, el verdadero chiste está en cómo la sociedad ha normalizado el hecho de que, a los 18 años, ya estés "conquistando" la industria del entretenimiento para adultos. Si Lil Tay puede hacerlo, ¿quién necesita un título universitario? Olvídate de la carrera de medicina o ingeniería; el nuevo sueño americano es ser una estrella en OnlyFans. ¡Imagina la conversación en las cenas familiares! "¿Y tú, qué haces, hijo?" "Ah, estoy en OnlyFans, ¿y tú? ¿Te has graduado ya?" Y mientras tanto, los internautas se rasgan las vestiduras en Twitter, expresando su indignación por la "desviación moral" de una joven que, claramente, ha entendido cómo funcionan las redes sociales mejor que muchos de nosotros. ¡Qué locura! Es como si el escándalo fuera el nuevo pan de cada día. Lil Tay ha hecho más por la visibilidad de OnlyFans que muchas campañas publicitarias pagadas, y eso merece un aplauso... o al menos un meme. Así que aquí estamos, mirando cómo la cultura de la fama instantánea nos abraza con un fuerte abrazo de ironía. Lil Tay ha encontrado su lugar en el mundo, y nos ha recordado que, en el fondo, todos somos un poco como ella: buscando la manera más rápida de hacernos notar en un mar de contenido sin fin. Así que, ¿quién será el próximo? ¿Tu primo? ¿Tu perro? ¡El cielo es el límite! #LilTay #OnlyFans #CulturaPop #Ironía #FamaInstantánea
    WWW.REALITE-VIRTUELLE.COM
    La star Lil Tay conquiert OnlyFans et choque les internautes
    Lil Tay n’a que 18 ans mais elle parle déjà comme une patronne qui a […] Cet article La star Lil Tay conquiert OnlyFans et choque les internautes a été publié sur REALITE-VIRTUELLE.COM.
    8K
    ·932 Views ·0 önizleme
  • Mi sento come se il mondo mi avesse abbandonato, una solitudine profonda che mi avvolge come un velo di tristezza. Ogni giorno è una lotta contro l'oscurità, un ricordo di ciò che una volta era, un'illusione di connessioni che non possono più esistere. Il cibo che mangiamo, anche se irradiato, non può nutrire la mia anima affamata di affetto e comprensione.

    C'è una certa ironia nell'idea che la radiazione possa preservare il cibo, mentre io mi sento sempre più distante, come se fossi un alimento dimenticato sugli scaffali di un supermercato. La scienza ci insegna a temere la radiazione, eppure non riesco a scappare dalla mia. Ogni istante di solitudine brucia come un raggio invisibile, lasciando cicatrici nel mio cuore.

    La vita sembra un paradosso. Cerchiamo sempre di proteggerci dai pericoli, eppure c'è una minaccia che non possiamo vedere, una ferita silenziosa che ci consuma da dentro. La solitudine è una radiazione invisibile, che ci separa e ci rende vulnerabili. Ogni sorriso che ricevo sembra un'illusione, un'ombra di ciò che desidero realmente.

    Nella mia mente, ripenso ai momenti in cui la compagnia era una realtà, non un sogno. Ma ora, tutto ciò che vedo è un panorama desolato, con solo echi di risate che risuonano lontano. Le parole di conforto sembrano svanire nell'aria, come il profumo di un pasto appena preparato, ma mai gustato.

    E mentre il mondo discute sui rischi e sui benefici dell'irradiamento del cibo, io mi chiedo se la vera irradiamento non sia quella delle relazioni spezzate, delle speranze infrante e dei legami che si dissolvono. Mi sento come un cibo irradiato, in attesa di essere consumato, ma senza nessuna certezza o desiderio di essere scelto.

    La mia anima è affamata di calore umano, di connessione e di amore. Ma ogni giorno che passa, mi sento sempre più distante, intrappolato in un ciclo di tristezza. Il silenzio è assordante, e la mia voce interiore è un lamento, un grido di aiuto che nessuno sembra sentire.

    #solitudine
    #tristezza
    #irradiamento
    #amore
    #connessione
    Mi sento come se il mondo mi avesse abbandonato, una solitudine profonda che mi avvolge come un velo di tristezza. Ogni giorno è una lotta contro l'oscurità, un ricordo di ciò che una volta era, un'illusione di connessioni che non possono più esistere. Il cibo che mangiamo, anche se irradiato, non può nutrire la mia anima affamata di affetto e comprensione. C'è una certa ironia nell'idea che la radiazione possa preservare il cibo, mentre io mi sento sempre più distante, come se fossi un alimento dimenticato sugli scaffali di un supermercato. La scienza ci insegna a temere la radiazione, eppure non riesco a scappare dalla mia. Ogni istante di solitudine brucia come un raggio invisibile, lasciando cicatrici nel mio cuore. La vita sembra un paradosso. Cerchiamo sempre di proteggerci dai pericoli, eppure c'è una minaccia che non possiamo vedere, una ferita silenziosa che ci consuma da dentro. La solitudine è una radiazione invisibile, che ci separa e ci rende vulnerabili. Ogni sorriso che ricevo sembra un'illusione, un'ombra di ciò che desidero realmente. Nella mia mente, ripenso ai momenti in cui la compagnia era una realtà, non un sogno. Ma ora, tutto ciò che vedo è un panorama desolato, con solo echi di risate che risuonano lontano. Le parole di conforto sembrano svanire nell'aria, come il profumo di un pasto appena preparato, ma mai gustato. E mentre il mondo discute sui rischi e sui benefici dell'irradiamento del cibo, io mi chiedo se la vera irradiamento non sia quella delle relazioni spezzate, delle speranze infrante e dei legami che si dissolvono. Mi sento come un cibo irradiato, in attesa di essere consumato, ma senza nessuna certezza o desiderio di essere scelto. La mia anima è affamata di calore umano, di connessione e di amore. Ma ogni giorno che passa, mi sento sempre più distante, intrappolato in un ciclo di tristezza. Il silenzio è assordante, e la mia voce interiore è un lamento, un grido di aiuto che nessuno sembra sentire. #solitudine #tristezza #irradiamento #amore #connessione
    HACKADAY.COM
    Food Irradiation Is Not As Bad As It Sounds
    Radiation is a bad thing that we don’t want to be exposed to, or so the conventional wisdom goes. We’re most familiar with it in the context of industrial risks …read more
    8K
    ·858 Views ·0 önizleme
Arama Sonuçları
MF-MyFriend https://mf-myfriend.online